LE STRATEGIE

La scuola si salva tornando in classe

Adesso lo confermano i dati Invalsi, ma gli insegnanti di tutte le scuole, e specialmente delle superiori, questo sospetto lo avevano da tempo: nessuna biblioteca privata, nessun insegnamento di padre e madre potevano supplire al vuoto culturale lasciato dal non-funzionamento delle scuole per colpa dell’epidemia. La didattica a distanza non ha la stessa capacità di formare e maturare il ragazzo, che ha la scuola, la classe, la lezione. Brutalmente, ma efficacemente, i ragazzi, che sperimentavano un calo di apprendimento quando non andavano a scuola, avevano inventato un’espressione che denunciava il problema, e in un certo senso ne indicava la soluzione: «La scuola si fa a scuola». Se così è, il vuoto lasciato dalla pandemia, che teneva i ragazzi lontano dalla scuola, si colma riportando i ragazzi a scuola. La scuola è una protesi della famiglia. Quel che ti insegna la scuola la famiglia l’ha approvato a priori. Insegnandoti quel che ti insegna, la scuola ti vuole lo stesso bene che ti vuole la famiglia. Adesso i dati Invalsi indicano dove sono i vuoti creati dalla pandemia nella cultura dei ragazzi, sono soprattutto in Italiano e Matematica, e quanto son profondi (molto, ci sono buchi del 30 per cento), e fan capire che non si possono colmare se non a scuola: la scuola è un «luogo terapeutico», ti formi frequentandola, apprendi vedendo i compagni apprendere. I vuoti in Italiano non sono buchi nelle nozioni, sono incompletezze nella formazione, crisi esistenziali. Non si curano studiando di più ma vivendo di più, intuendo, relazionandosi. I dati Invalsi mostrano carenze nella cultura, ed è triste prenderne atto, ma più triste diventa se poi comprendi che quei vuoti sono crisi nella vita. Hanno imparato meno, i nostri figli, ma questo significa che hanno vissuto meno, e che sono meno in grado di vivere. La scuola non è un ornamento esterno sulla vita, la vita è comprensione e la scuola è una guida alla comprensione. Negli anni della dad i ragazzi hanno imparato meno, hanno studiato meno, e in sostanza hanno vissuto meno. È questa che chiamiamo crisi. Dalla crisi si esce tornando nelle scuole. Se si avvicina il momento del ritorno, da lì partirà la nostra ripresa. Discutevamo se la cultura fosse improduttiva per l'economia. Cominciamo a capire che ne è la base.

Ferdinando Camon

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