LA CRISI DI GOVERNO

Le stelle cadenti dicono sì a Draghi

Non sarebbe stato un ostacolo, perché il nascente governo di Mario Draghi vola per conto suo, sulle ali del Quirinale che l’ha scelto e sull’onda del favore dei cittadini, rassicurati nel poter presto vedere all’opera l’italiano più competente e apprezzato nel mondo. Ma ora che anche il M5S ha dato luce verde all’esecutivo di unità nazionale, la strada del presidente Draghi è in discesa persino nella sua ormai imminente salita al Colle per sciogliere la formale riserva. Poi arriveranno lista di ministri, giuramenti, illustrazione di programma alle Camere e voto di fiducia. L’esito della consultazione nella piattaforma Rousseau, secondo l’ultimo rituale che ancora resiste in un Movimento radicalmente cambiato dalle origini (dal vaffa in piazza all’appoggio di tutti i governi che nel Palazzo si sono succeduti, includenti i nemici di un tempo), è stato chiaro: 59,3 per cento per il via libera a Draghi contro il 40,7 che ha scelto il no. Anche se i votanti (poco più di 74 mila) rappresentano appena lo 0,7 per cento circa degli elettori che votarono per i Cinquestelle nel 2018, «il risultato è vincolante per tutti», come ha subito ammonito Vito Crimi, il capo politico, nell’intento di evitare spaccature. Che certo non spariscono d'incanto, e che il referendum telematico fotografa bene. «Lascio il Movimento 5 Stelle, non posso accettare un governo con questi partiti», già annuncia Alessandro Di Battista, uomo simbolo della prima ora che guidava la campagna, sconfitta, del no. Ma l'improvvisa comparsa di Draghi sulla scena dei partiti che si sono incartati, fallendo, nel tentativo di dar vita al Conte-ter, provoca i suoi effetti anche altrove. Se nel centro-destra la Lega e Forza Italia si sono schierati per l'ex presidente della Bce, mentre Fratelli d'Italia non darà il suo voto di fiducia, a sinistra il segretario Nicola Zingaretti chiede «unità contro chi vuole destabilizzare il Partito democratico». Nell'Italia che cambia, Draghi è una novità dirompente per tutti. www.federicoguiglia.com

Federico Guiglia