IL PARADOSSO

Quando la zona rossa finisce in aeroporto

Qualcuno l’ha definita una domenica surreale, quella appena trascorsa nel Bresciano, una bella giornata primaverile senza però il piacere della classica gita primaverile. La domenica precedente alla Pasqua è infatti sempre stata una giornata di pic-nic, uscite all’aria aperta, primi viaggi; invece, ancora, niente da fare, per il secondo anno consecutivo: una domenica con nessuno in giro (giustamente peraltro, in osservanza delle norme da zona rossa) e una Pasqua che si annuncia uguale. Nello stesso momento però che i viaggi per turismo all’estero, dove possibile, sono permessi ed è proprio una nota del Ministero dell’Interno a chiarirlo. Con buona pace di albergatori, operatori turistici, ristoratori, baristi, insomma di tutto il settore che ha subito negli ultimi dodici mesi una batosta in seguito alla quale non sono pochi quelli che non si rialzeranno. Nel Bresciano l’allarme è stato più volte lanciato, i numeri presentati sono allucinanti e il danno si riverbererà non si sa per quanti anni ancora; il comparto dello sci si è visto annullare completamente la stagione, con decreti arrivati addirittura il giorno precedente alle riaperture: e in una situazione come questa francamente non si può non condividere la rabbia di chi immediatamente ha protestato per quella che ritiene una grave mancanza di rispetto. Non ci si può muovere da un comune all’altro a Pasqua, ma si può andare in Islanda o fare una crociera nel Mediterraneo: un paradosso che non passa inosservato. E questo forse fa anche più male di un ristoro non arrivato in tempo.

Mario Mattei