AFGHANISTAN

Quei bimbi lanciati oltre il muro

È l'immagine che riassume tutta la guerra: in Afghanistan le madri scagliano i figli al di sopra dei reticolati perché arrivino ai soldati occidentali. Sono convinte che, se i loro figli vengono afferrati e raccolti da mani occidentali, sono salvi. Ma loro, le madri, verranno mai a sapere dove i figli finiscono, in quali famiglie, quali madri sostitute li alleveranno, li educheranno e magari, domanda terribile, li ameranno? Non si pongono questa domanda, per noi è la domanda capitale, per loro non conta niente. Per loro l'unica cosa che conta è che i figli vivano. Li scagliano oggi, sperano che vivano anche domani. E dopodomani. Quello di scagliare in alto i figli, perché scavalchino il reticolato, noi lo sentiamo come un atto senza ragionamento, un atto senza calcolo, puro istinto irrazionale. Ma non è così. È un calcolo. Le madri che scagliano i figli al di sopra del reticolato sentono che così i figli hanno delle buone probabilità di salvarsi e vivere. Se non vengono buttati di qua, chi li piglia li piglia, ma restano di là, in braccio alle madri, è molto probabile che vengano uccisi o muoiano. Perché c'è la guerra, e la guerra è contro di loro. Questa è una guerra civile, una parte del popolo contro l'altra parte, alla quale devi fare il massimo male, e il massimo male non lo fai uccidendo il padre o la madre, ma uccidendo il figlio o la figlia. Se uccidi il padre o la madre, la famiglia è amputata ma sopravvive, male, nel lutto, ma sopravvive. Se uccidi il figlio o la figlia la famiglia muore. Il nemico lo sa. Qui, in Afghanistan, i nemici che arrivano e prendono tutto sono i talebani. Nel loro diritto di guerra, dichiarano che le bambine al di sopra dei 12 anni sono bottino militare. Un bottino pregiato, dopo ogni vittoria lo cercano. Per salvare i figli, le madri inventano questo sistema: li buttano in braccio a chi può portarli via. Se cambiamo continente e contesto sociale, potremmo scoprire che la reazione è molto simile. Ad esempio, in Messico il grande problema è la fame. Chi può, scappa. Il sogno è entrate negli Stati Uniti, che sono lì, vicini eppure lontanissimi. Adesso hanno alzato un muro lungo il confine, ma le madri hanno scoperto dei varchi, fan passare i figli e poi scappano: buona fortuna figli miei, non vi vedremo più, ma almeno mangerete. Così queste madri afgane. Buttano in aria i figli, qualcuno li prenderà e li porterà via, questo sarà per i nostri figli la salvezza, vivranno senza più sapere niente di noi, ci dimenticheranno, ma a noi non importa, ci basta che restino vivi, perché con noi morirebbero. Non c'è disperazione più completa di questa. La vita di queste donne, dopo che hanno buttato i figli, è una vita dopo la morte.

Ferdinando Camon

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