NOI E LA PANDEMIA

Ricordare uniti le vittime del Covid

Oggi, 18 marzo 2021, è la prima Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid, perciò bandiera a mezz’asta, come si addice nelle commemorazioni di un lutto nazionale, e cerimonie con i sindaci nei municipi della nostre città, alle ore 11. La prima firma alla proposta di legge l’ha messa un parlamentare che fu giornalista, Giorgio Mulè. E si sente nell’idea il contatto col popolo, la sensazione che il popolo fosse preoccupato e oserei dire spaventato per la scarsa attenzione e la mancanza di reazioni con cui da troppo tempo seguivamo, noi-popolo, noi-lettori, noi-spettatori tv, le notizie dei decessi che dalla mattina alla sera ci arrivavano sul Covid. Ogni sera, nell’ultimo notiziario della giornata, guardavamo i dati riassuntivi dei contagi e dei morti. Ci aspettavamo che questi due dati calassero di giorno in giorno, magari poco, ma dandoci così il segnale che le nostre tattiche difensive (mascherina, a coprire bocca e naso, restare a casa, uscire solo per necessità, mantenere la distanza di un metro dal cittadino più vicino, poi alzata a un metro e mezzo, e adesso a due metri), ci portavano alla vittoria sul virus. Ma così purtroppo non era. Il giorno prima ch’io scrivessi questo articolo il numero dei decessi era raddoppiato rispetto al giorno precedente, e come mai? I decessi da un po’ di tempo si erano assestati sui 300 al giorno, improvvisamente due giorni fa sono schizzati a 500, ma dunque la pandemia è inarrestabile? Sta vincendo? Guardavamo il numero dei decessi con rassegnazione, e questo è pericolosissimo. /// segue PAG. 15

Ferdinando Camon