L’EDITORIALE

Sconfiggere la nuova «banalità del male»

Dai rottami della funivia spunta qualcosa che va oltre le accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. E fa il paio con il Ponte di Genova, il crollo di gallerie e l'orditoio manomesso a Prato. Sul banco degli imputati per la procura non ci sono delinquenti abituali, mafiosi, o manager pataccari. Viceversa si tratta di persone normali. Personaggi pure stimati ed inseriti a pieno titolo nelle proprie comunità. Ma cosa spinge un uomo già benestante a mettere a rischio la vita delle persone per una manciata di euro in più? Come si può, come nel caso del Mottarone, provocare una strage per non perdere i soldi di una domenica di bel tempo? È questo che dobbiamo chiederci. Ed interrogarci sulla deriva culturale di una società che, troppo spesso, sta sacrificando i propri valori più profondi in nome del tutto e subito. Questa nuova «banalità del male» è fatta di furbizia, disprezzo delle regole, difesa familistica e tribale dei propri interessi a scapito del vicino di casa. Gli assassini della funivia vanno condannati, ma la vera risposta è un modello di sviluppo diverso. Oltre l'80% delle nostre imprese ha avviato progetti di sostenibilità, solidarietà ed inclusione. La parola chiave per la ripartenza post Covid deve essere responsabilità. Nei prossimi mesi dall'Europa arriverà una pioggia di miliardi per le grandi opere e c'è chi sta già apparecchiando il banchetto. Il Paese è appeso al filo della ripresa. Speriamo che i controlli siano rigorosi ed il freno di emergenza non venga colpevolmente disattivato.

Maurizio Cattaneo

Suggerimenti