Sconfiggiamo le nostre paure

L'Europa della democrazia e delle libertà è nel mirino dei terroristi. Una volta di più. Una volta ancora insieme alla Tunisia. In gennaio pochi individui sono riusciti a sconvolgere l'Europa partendo dalla redazione di Charlie Hebdo. Poi hanno colpito il museo di Tunisi. Ieri di nuovo la Tunisia e la stessa Francia. Le autorità di ogni Paese devono lanciare messaggi tranquillizzanti perché ormai la battaglia si combatte sul piano delle percezioni almeno quanto su quello delle armi e delle informazioni. Da un lato i terroristi vogliono creare il panico; dall'altro i governi devono consolidare alcune certezze di fondo. Come quella di non cedere alla paura, anche se questa ormai è diventata anche un'arma di politica interna, soprattutto nelle fasi preelettorali (i francesi per esempio andranno alle urne in dicembre per le regionali). Mai come in questo momento sarebbe necessario comprendere due cose fondamentali. La prima è che non è possibile limitarsi a dire che «l'Islam non è il terrorismo». Certo che l'Islam non è il terrorismo, ma oggi i terroristi islamici usano la religione per diffondere le loro tesi e questo (ecco la seconda cosa fondamentale) riguarda e divide lo stesso Islam. La battaglia contro la paura, che è la battaglia per rafforzare la democrazia, non sarà vinta senza comprendere che molto dipende dall'avvenire dello scontro all'interno del mondo islamico e delle comunità islamiche, in Medio oriente come in Europa. Vinceremo contro il terrorismo se saremo capaci di sconfiggere soprattutto le nostre paure. La sfida è dunque quella di riscoprire e di rilanciare i valori di fondo su cui sono costruite le nostre società democratiche. Chiunque, indipendentemente dalla sua religione o dalle sue opinioni, sia disposto a battersi per quei valori sarà importante per costruire il nostro futuro. Ma quei valori devono essere chiari. Sono la nostra assicurazione contro la paura.