L’EDITORIALE

SE DRAGHI ESCLUDE NUOVE TASSE

Sorpresa. Ci voleva il tecnocrate, l'uomo delle banche e dei poteri forti di Bruxelles per fare una cosa che in Italia non si rammenta a memoria d'uomo. Ovvero una manovra senza nuove tasse.Di più. Draghi (perché è ovviamente del premier che stiamo parlando) ha avuto persino l'ardire di rimandare al mittente le proposte di Salvini e Letta: niente flat tax e neppure una maggiore imposta sulle successioni.Il capo del governo ha motivato il diniego con una frase degna di un saggio tibetano convertito alle leggi dell'economia: «Non è il momento di prendere ma di dare agli italiani».Se a questo si aggiunge il passo successivo siamo davvero in presenza di un nuovo e stupefacente quadro d'insieme. Il premier ha infatti affermato che «non è più tempo di decisioni tampone ma, sul fronte fiscale, verrà presentata una riforma complessiva».Ora, che alla fine non spunti qualche balzello o che davvero si riesca a mettere ordine nella giungla fiscale italiana abbiamo qualche dubbio. Ma tant'è. Ieri è arrivato il decreto bis sui sostegni alle categorie più colpite dal Covid ed abbiamo a Palazzo Chigi chi sembra aver capito che spremere un Paese, pesantemente provato da lockdown e divieti, non è certo la soluzione.I partiti, dopo il rifiuto al bis di Mattarella, hanno trovato immediata unità sul nome di Draghi per il Quirinale. Stima? Più probabile sia il desiderio di togliersi di torno chi rischia di dimostrare che pure nel Belpaese non si debba necessariamente mettere le mani nelle nostre tasche.

Maurizio Cattaneo

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