FESTA PER L’INTER

Tifosi in piazza il virus dice grazie

I tifosi dell’Inter hanno fatto un assembramento enorme in Piazza Duomo a Milano, per celebrare lo scudetto. La voglia di festeggiare la capisco, erano tanti anni che l’Inter aspettava lo scudetto. Però si può rischiare di aumentare i contagi per far festa? Certo che no. Quella festa è stata un errore, questo errore avrà un prezzo, e lo farà pagare molto presto. Fra pochi giorni vedremo la curva dei contagi risalire. Era prevedibile? Certo. Valeva la pena? No. Non c’è niente che valga la pena di ammalarsi e far ammalare di una malattia che t’infiamma i polmoni e ti blocca il respiro. Quell’assembramento nella piazza più bella di Milano è stato un errore, che chiama in causa la responsabilità individuale, di ciascun tifoso, e la responsabilità collettiva, della società sportiva festeggiata e del Comune di Milano: società e comune dovevano prevedere che la folla dei tifosi si sarebbe riversata nella piazza del duomo, e dovevano impedirlo. Non l’hanno impedito. Hanno una colpa. A questo punto il mio lettore penserà: «Ecco il solito tifoso juventino, che rosica per lo scudetto vinto dall’Inter, e cerca una ragione per denigrare l’Inter». Allora dichiaro subito che non sono un tifoso juventino, riconosco la grande gloria della Juve, ma il tifo in uno spettatore nasce per ragioni inconsce, s’installa e cresce e resta per sempre. Io sono un tifoso proprio dell’Inter, e so perché: perché l’Inter nel mondo era grande quando l’Italia non era niente. Il tifo era una rivalsa. Una valvola di salvezza. Esulto all’idea che l’Inter abbia vinto lo scudetto. segue a PAG. 3

Ferdinando Camon

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