Tutte le sfide nell'urna

Con il trascorrere dei giorni, il voto per sette Regioni in programma oggi sembra passato da questione locale a test nazionale di primaria importanza. Il fatto che i leader dei partiti si siano impegnati a sostegno dei candidati governatori e che, in televisione, abbiano finito per recitare un ruolo di primissimo piano a scapito, talvolta, di chi sarà scelto dal popolo per ricoprire importanti funzioni regionali sembra aver mutato, se non cancellato, la vera natura della competizione. La verità sta nel mezzo: queste non sono «elezioni di medio termine», ma non ne va sottovalutato il senso. Pur se il destino elettorale del Veneto, della Liguria e della Campania non può essere considerato solo una faccenda d'interesse «periferico», sarebbe tuttavia azzardato pensare che - a meno di un esito sconvolgente - a Palazzo Chigi e dintorni possa cambiare qualcosa. Matteo Renzi non ha commesso l'errore di Massimo D'Alema (che nel 2000 si dimise dopo una sfortunata campagna per le Regionali) e ha persino detto che potrebbe accontentarsi di vincere per 4-3, arroccandosi (la scorsa volta finì 5-2 per il centrosinistra) in una sorta di prudente «understatement». In realtà, tenere la Liguria e cercare di conquistare la Campania è il vero, duplice obiettivo di Renzi. Perché è in Liguria che si misura la forza della minoranza Pd e dopo la questione degli «impresentabili» la corsa in Campania di Vincenzo De Luca ha assunto il valore di una sfida fra il premier e gli oppositori interni al suo partito. Il Veneto ha il suo peso, perchè se la Lega otterrà un ottimo risultato Matteo Salvini potrà provare a porsi con autorevolezza e forza alla guida del centrodestra, entrando in competizione con il Movimento 5 Stelle per il secondo posto nazionale valido - con l'Italicum - per concorrere in futuro (col ballottaggio, alle Politiche) alla guida del governo nazionale. Anche se le fortune dell'esecutivo si giocano molto di più sull'economia e sul lavoro - cioè su risultati concreti, tangibili dall'elettorato - che sulle pur rilevanti «bandierine» Regionali (e Comunali) questo appuntamento con le urne potrebbe influire sul «clima» politico generale. Detto del confronto a distanza fra Renzi e la sinistra Pd, vanno aggiunti alla lista delle «sfide» da osservare la gara - pugliese, ma non solo - fra Berlusconi e Fitto e la «performance dei centristi di Alfano. Anche il risultato del M5S andrà valutato con estrema attenzione: se si confermasse e consolidasse il secondo posto delle Europee, il principale «competitore» del premier diverrebbe ufficialmente il Movimento di Beppe Grillo. E per Renzi non è indifferente sapere chi potrebbe contendergli il potere in futuro.
LUCA TENTONI