LA CRISI DI GOVERNO

Un voto su Draghi sul web dei 5stelle

Fiato sospeso oggi sulla piattaforma Rousseau. I grillini sono appesi al verdetto su Mario Draghi che sarà da loro espresso sulla piattaforma intitolata al filosofo illuminista. Ma s’illuminerà, tale consultazione, soltanto in queste 24 ore, dopo che Vito Crimi, il capo politico del M5S, aveva in un primo tempo «temporaneamente sospeso» la conta. Così congelando a sorpresa il voto sulla nascita del governo e anche la rabbia di moltissimi partecipanti alla «vita del Movimento», di cui la piattaforma riconducibile a Davide Casaleggio rappresenta lo strumento operativo. È la rivendicata forma di «democrazia diretta» già utilizzata, fra le polemiche, in altri casi di importanti decisioni politiche. Ora ha il compito di stabilire se sostenere o no l’esecutivo di unità nazionale in formazione. Per il quale Beppe Grillo si sta spendendo con battute pro Draghi («mi aspettavo un banchiere di Dio, invece è un grillino») e prospettive di poter contare su un «super-ministero per la transizione ecologica» pur di convincere la base e tutti i parlamentari a una scelta controversa per il mondo e la storia dei Cinquestelle. Come testimoniano l’incontro via Zoom promosso dagli avversari della fiducia a Draghi (circa 700 partecipanti fra simpatizzanti e onorevoli), e la lettera di 170 attivisti rivolta a deputati e senatori pentastellati per esortarli a non appoggiare il governo. Una posizione sostenuta in particolare da Di Battista («no all’accozzaglia con Leu e Lega»), che guida l’ala dura contro i governisti. Tutto ciò ha consigliato ai vertici del partito la sospensione per un po' del loro referendum telematico su Draghi per elaborare il quesito da sottoporre e per raffreddare, di ora in ora, lo sconcerto dei dissidenti. Ma anche con queste stravaganti accortezze che hanno fatto infuriare molti simpatizzanti, restano gli interrogativi irrisolti: come può una piattaforma privata alla quale partecipano migliaia di attivisti contare quanto o addirittura di più della libera e sovrana volontà espressa da milioni di italiani eleggendo i loro rappresentanti in Parlamento con pubbliche votazioni? Come può un governo incaricato dal Quirinale, e in procinto di percorrere tutto il trasparente cammino previsto dalla Costituzione, restare in attesa dell'esito di una siffatta consultazione? Piattaforme e capricci non colgono lo spirito del tempo: la gravità della crisi e l'urgenza di un governo forte e ampio per contrastarla. 

STEFANO VALENTINI