TOLLERANZA ZERO

Violenza al bando la linea di draghi

Dove c’è violenza, tolleranza zero. Su questo concetto semplice e chiaro, riaffermato dal premier Draghi nella visita alla sede della Cgil dopo l’assalto di sabato da parte di un gruppo di «No Green pass» capeggiato da esponenti di Forza Nuova, impossibile che la politica si divida. Eppure, se unanime è la condanna per gli scontri stile il delirante attacco degli scalmanati, 9 mesi fa, a Capitol Hill negli Usa, su tutto il resto centrodestra e centrosinistra polemizzano. «È sicuramente violenza e squadrismo, poi la matrice non la conosco», dice Giorgia Meloni, nonostante l’azione e l’arresto dei capi di Fn. «Le parole sulla matrice perpetuano un’ambiguità che la pone fuori dall’arco democratico e repubblicano», accusa il vicesegretario del Pd, Provenzano, a sua volta scatenando una bufera. Ma basta guardare le immagini tv per capire l’ispirazione neofascista rivendicata dagli stessi aggressori fermati. Così come suona grottesca l’ipotesi - poi corretta e chiarita da Provenzano - di voler sciogliere una forza politica eletta in Parlamento. Fa intanto discutere la proposta del Pd di sciogliere Forza Nuova (ci sono tre precedenti simili). Il centro-destra vorrebbe estendere il divieto «a tutte le realtà che portano avanti la violenza, non è che la violenza dei centri sociali lo è da meno», come sostiene Salvini. Per lo scempio a Roma finisce sott’accusa anche la gestione dell’ordine pubblico da parte del Viminale. È il giorno della grande polemica, non del dibattito sul che fare per impedire il bis di Capitol Hill in Italia.

Federico Guiglia

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