Il giornale si rinnova

Voce libera nella Brescia che cambia

Non è la libertà che manca, ma gli uomini liberi. Oggi che il nostro giornale compie un passo decisivo verso il futuro mi torna alla mente il motto di Leo Longanesi amico e collega di Indro Montanelli, mio primo direttore e maestro di giornalismo. Perché ricordare figure di un’epoca che in fondo appare già così lontana? Perché se globalizzazione, nuove tecnologie e internet stanno cambiando l’editoria, il caposaldo del giornalismo resta quello della libertà, della coraggiosa e quotidiana ricerca della verità. È questo, cari lettori, che guida la straordinaria squadra di giornalisti di Bresciaoggi. L’emergenza Covid, con il carico di drammi e speranze, ci ha messo di fronte a due tipi di informazione. Chi faceva la grancassa del potere e chi denunciava lacune mettendosi dalla parte della gente. I prossimi mesi non saranno facili per l’Italia. E neppure per Brescia, un territorio che sta cambiando profondamente: noi scriveremo di speranze, di ripartenza, di giovani che sanno raccogliere il testimone della generazione che ha fatto, e continua a far grande, la nostra provincia. Ma, come sempre, denunceremo senza censure gli sprechi, le ruberie e il malgoverno. Bresciaoggi ha cambiato veste grafica aumentando i contenuti e diventando più bello, ordinato e di facile lettura. Grandi novità ci sono anche sul fronte web e social. Siamo più forti e lo dobbiamo al patto che ci lega a voi, cari lettori. Un patto con la Brescia degli uomini liberi che sanno comprendere l’importanza di una libera informazione.

Maurizio Cattaneo