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Fabio Mandelli

di Natalia Danesi



 Il neo assessore alla Protezione Civile e allo Sport Fabio Mandelli nell’ufficio di via Musei FOTOLIVE
Il neo assessore alla Protezione Civile e allo Sport Fabio Mandelli nell’ufficio di via Musei FOTOLIVE

 Il neo assessore alla Protezione Civile e allo Sport Fabio Mandelli nell’ufficio di via Musei FOTOLIVE
Il neo assessore alla Protezione Civile e allo Sport Fabio Mandelli nell’ufficio di via Musei FOTOLIVE

Quando siede per l'intervista nell'ufficio di via Musei, il neo assessore alla Protezione Civile Fabio Mandelli è tornato da poche ore dall'Aquila. Racconta che ci va ogni due settimane per controllare com'è la situazione dei volontari e dei campi. L'impegno dopo il sisma in Abruzzo è prioritario nell'agenda istituzionale.
Assessore, come vanno le cose all'Aquila?
«Devo dire che la ricostruzione procede a ritmo serratissimo. Questa volta, in particolare, siamo stati a visitare la zona dove anche le aziende bresciane stanno lavorando e dove ci sono 21 piattaforme antisismiche per 1.700 persone. Credo che entro l'inizio dell'autunno anche i campi nei quali sono impegnati i nostri uomini, Monticchio Garden e Paganica, potranno essere smantellati. Le cose iniziano a diventare difficili, anche perché alla fine di agosto mi dicono che di notte fa veramente freddo. Intanto, i nostri volontari continuano ad andare e venire ogni settimana. Quanto alla convivenza, a Monticchio la situazione è un po' più difficile per la presenza di molte etnie mentre a Paganica le cose stanno andando più lisce».
E in materia di fondi per la ricostruzione, come si sta comportando la nostra provincia?
«Finora abbiamo raccolto quasi 150 mila euro, alla nostra proposta hanno aderito una cinquantina di sindaci. A questo punto abbiamo deciso di inviare un'ulteriore lettera insieme ad Acb servizi ai Comuni in modo tale che tutte le risorse che arriveranno da questo momento in poi, convoglino su un unico fondo per un grande progetto comune. Vorremmo evitare che le offerte fossero frammentate e i soldi buttati via. l'appello che ci sentiamo di fare anche ai cittadini bresciani».
Si è discusso molto, in tempi di elezioni, della riconferma del suo predecessore, Corrado Scolari. Come ha vissuto quella vicenda?
«Scolari come Mandelli ha avuto una grande fortuna: un'ottima struttura con ottimi dirigenti. La sua è senza dubbio una buona eredità, da proseguire e migliorare».
Quali progetti ha in mente?
«Sul tavolo c'è ad ottobre la partecipazione alla fiera di Montichiari che affida alla Provincia di Brescia tradizionalmente il ruolo di capofila nel coordinamento dei progetti di tutta la Lombardia. Un ruolo che ha già assunto anche in occasione del sisma in Abruzzo, in considerazione del fatto che si è assunta la responsabilità di due tra i campi più importanti. Quello di Montichiari sarà anche un momento di formazione importante per i volontari della zona Est della regione. Non solo. Abbiamo allo studio un gran galà speciale al quale inviteremo tutta la Protezione Civile».
Può darci qualche dettaglio?
«Si svolgerà nel mese di febbraio. Sarà una serata dedicata alla presentazione della nostra struttura e servirà allo stesso tempo per ringraziare i nostri operatori e raccogliere fondi. Contiamo di portare un migliaio di persone a tavola».
In tempi di ristrettezze di bilancio, potrebbe essere un evento molto costoso...
«Contiamo di trovare qualche sponsor. E in più ho chiesto un contributo ai Rotary, penso che potranno aiutarci».
Brescia, per suo conto, su quanti operatori di Protezione Civile può contare?
«Brescia ha a disposizione 3.500 volontari divisi in 130 sezioni o gruppi. Il mio obiettivo naturalmente è aumentare gli uomini, i gruppi e dotarli di ancora una migliore tecnologia mobile. Anche se devo dire che i nostri operatori non si sono mai lamentati delle attrezzatura che avevano a disposizione».
In occasione del sisma in Abruzzo, avere a disposizione più uomini avrebbe potuto essere utile per migliorare il contributo della nostra provincia?
«Ne dubito, anche perché troppi uomini alla fine creano anche confusione, si sovrappongono le competenze e l'intervento non risulta più efficace. Brescia è stata presente all'Aquila con il numero sufficiente di volontari e in due giorni è riuscita ad allestire il primo campo, in tempi record. Certo, la buona organizzazione della Protezione Civile si vede nelle emergenze ed è per le emergenze che dobbiamo prepararci. Finora abbiamo saputo rispondere bene. I nostri uomini sono intervenuti in occasione delle ricerche dei coniugi Donegani oppure quando c'è stato lo scontro tra motoscafi sul lago d'Iseo. Ma purtroppo in questo settore le forze non bastano mai. Ecco perché lavorerò per una campagna di sensibilizzazione con l'obiettivo di potenziare la nostra struttura».
Si parla di una macchina davvero eccellente...carenze da segnalare ne ha riscontrate, nell'insediarsi al suo nuovo assessorato?
«Mi piacerebbe avere un rapporto più stretto con i Comuni, una presenza sul territorio. Soprattutto per far capire ai Comuni cosa facciamo. La Protezione Civile è la Protezione Civile, non è qualcuno che gli enti possono chiamare a gestire i parcheggi se c'è la sagra del paese. Insomma, vorremmo avere un certo riconoscimento nella nostra provincia e che finalmente fosse chiarito il nostro ruolo, Certo, ci siamo per i grandi eventi che richiamano molta folla. Saremo presenti in occasione della visita del Papa, l'8 novembre. Ma quello è un altro paio di maniche...».
Di recente si è appreso che potrebbe presto nascere un polo logistico della Protezione Civile a Buffalora, dove ora si svolge la festa di Radio Onda d'Urto...Sarete coinvolti?
«Per ora devo ammettere che su questo progetto non c'è stato nessun contatto in particolare. Ma mettiamola così: i Comuni della provincia sono 206, saremmo ben contenti se ogni Comune volesse rafforzare la propria Protezione Civile».
Lei ha anche la delega allo Sport. Il suo settore è uno di quelli penalizzati dai tagli voluti dal presidente Molgora?
«Il presidente Molgora è un ottimo presidente, e si sta comportando anche da ottimo ragioniere. Non guarda in faccia se l'assessore è della Lega o del Popolo della libertà, semplicemente taglia ovunque perché c'è bisogno di tagliare. Sarà un anno di lacrime e sangue. Ci ha avvertito, lo sappiamo».
Quale contributo darà a questa visione «sobria» del Broletto?
«Innanzitutto, dirò basta ai libri e all'acquisto di pagine sulle riviste. Per i libri si sono spese decine di migliaia di euro. Ora, vorrei che passasse la filosofia che l'assessorato non aiuterà più nessuno. L'assessorato non è un bancomat, bisogna che la gente lo capisca. Riceviamo 800 domande di contributi all'anno: non è pensabile che ci sia un dipendente impiegato solo per aprire le buste e controllare le richieste. Le cose cambieranno, ma sono tranquillo: la serietà prende i voti, non il clientelismo. Il patrocinio si dà volentieri, quello è un altro discorso. Anche se pure il patrocinio avrebbe bisogno di una bella riforma».
In quale direzione?
«Oggi se un utente compila la modulistica correttamente riceve il patrocinio. Questo non mi sembra corretto. Bisogna darsi uno schema migliore. Vorrei che questo strumento fosse riformato con l'accordo di tutto il consiglio provinciale. Deve diventare, per intenderci, una sorta di marchio di qualità del Broletto».
Cioè?
«Ad esempio, se do il patrocinio ad una gara mi piace pensare che quella gara sia più spendibile anche per la raccolta fondi. E in più mi piacerebbe che ci fosse una sorta di dialogo tra chi lo dà e chi lo chiede: per esempio, posso concedere il patrocinio se in cambio mi si promette un'attività di promozione giovanile».
Quale rapporto pensa di instaurare con le associazioni sportive, che sul nostro territorio sono davvero tante?
«Vorrei rimettere in piedi la consulta dello Sport, che è rimasta sostanzialmente in stand by, con gli enti di promozione e il Coni. A settembre convocherò il tavolo. Non si può davvero pensare di dialogare efficacemente con centinaia di associazioni, serve una sorta di sintesi, serve che ci siano referenti per ogni disciplina. L'obiettivo finale è promuovere gli sport tra i giovani. Tutti gli sport, che siano maggiori o soprattutto minori».
Sta pensando alle scuole?
«Certamente sì. Sono fondamentali. Posso pensare, per esempio, ad acconsentire all'erogazione di un contributo se in cambio la società mi garantisce la presenza in mezzo agli studenti di alcuni atleti che diffondano la conoscenza di una determinata disciplina. Mi piacerebbe però anche che la Provincia aiutasse gli atleti in vista di Londra 2012. La massima attenzione sarà riservata anche agli sport paraolimpici, naturalmente. E organizzeremo grandi eventi che aiutino lo sport a decollare».
Ad esempio?
«Sto immaginando una grande fiera simile alla fiera di Rimini organizzata da un privato che si accolli anche i costi. Dovrebbe richiamare in una giornata, non so il venerdì per esempio, gli alunni delle scuole bresciane e nel week end i cittadini per avere il piacere di confrontarsi con atleti di alto livello, con gli sportivi "big" nazionali. Ancora, sono venuto a conoscenza del fatto che il turismo sportivo rappresenta il secondo turismo al mondo dopo quello religioso. È fondamentale rafforzarlo. Intendo lavorare su questo fronte anche in sintonia con il presidente Molgora».
Questione stadio: è di pochi giorni fa la presa di posizione del sindaco di Brescia Adriano Paroli, secondo cui la struttura si dovrà fare in città...
«Al sindaco Paroli vorrei dire che non può dimenticare la riflessione fatta fino a questo momento con la Provincia di Brescia. Non capisco perché l'idea di Castenedolo sia stata abbandonata. Noi dobbiamo assolutamente essere coinvolti nel progetto dello stadio. Si sieda ad un tavolo, io sono disponibile. E a questo punto allo stesso tavolo ci dovranno essere anche le rappresentanze dei tifosi».


LA BIOGRAFIA.
Fabio Mandelli, assessore alla Protezione Civile e Sport, è nato a Brescia il 29 agosto del 1970 e vive ancora in città.   Non è sposato, La mamma sarta e il papà impegnato nel settore della pubblicità, ha preso una laurea in Storia a Cà Foscari di Venezia ed è in politica a tempo pieno da sempre.  Iscritto nel 1985 al Fronte della Gioventù, è stato uno dei fondatori di Azione Giovani, entrando anche nell’esecutivo nazionale.  Il suo impegno in Alleanza Nazionale è noto. È molto vicino al mondo dello sport, gioca a squash e fa kick boxing.  Ha anche una passione per le due ruote: è un harleysta e un vespista.

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