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Giorgio Prandelli

di Natalia Danesi

 Giorgio Prandelli, assessore all’Edilizia Scolastica e al Patrimonio, nell’ufficio di piazzale Cremona FOTOLIVE
Giorgio Prandelli, assessore all’Edilizia Scolastica e al Patrimonio, nell’ufficio di piazzale Cremona FOTOLIVE

 Giorgio Prandelli, assessore all’Edilizia Scolastica e al Patrimonio, nell’ufficio di piazzale Cremona FOTOLIVE
Giorgio Prandelli, assessore all’Edilizia Scolastica e al Patrimonio, nell’ufficio di piazzale Cremona FOTOLIVE

Si lamenta perché d'estate i tecnici e i dirigenti sono tutti in vacanza, e così è costretto a rallentare il suo lavoro. Giorgio Prandelli, sindaco di Ospitaletto e neo assessore provinciale all'Edilizia Scolastica (oltre che al Patrimonio), ha l'intenzione di mettere mano a tutto il patrimonio del Broletto per darci una sistemata in tempi brevi. Da ex insegnante, ha chiare quali sono le priorità in questo momento e dice di voler puntare tutto sulla sicurezza degli studenti».
La nuova sede della Provincia stata una delle questioni più dibattute degli ultimi anni in Broletto, tra polemiche, bandi, proposte accantonate e nuove ipotesi che spuntano come funghi. S'ha da fare oppure no? 
«Sulla nuova sede - spiega Prandelli - finora ci sono state molte idee e molto confuse. Che ipoteticamente ce ne sia bisogno per ridurre gli spostamenti e i costi, è sicuro. Le possibilità a cui guardare sono tantissime. Ma si tratta di una struttura che dovrebbe accogliere 1.200 persone su una Superficie lorda di pavimento di 20 - 25 mila metri quadri. Mi sto guardando intorno, ma attualmente non vedo immobili con queste caratteristiche».
Incidono le difficoltà di bilancio?
«Sicuramente anche se diversa è la questione degli affitti. In questo caso la risoluzione del problema è più urgente perché una spesa di milione e 600 mila euro l'anno, di questi tempi, è davvero eccessiva. In alcuni uffici. come per esempio quello di piazzale Cremona, il contratto di locazione è ormai agli sgoccioli. Una struttura unica sarebbe l'ideale per risolvere il problema delle affittanze e fare economia».
Come vi state muovendo?
«Piantine alla mano, stiamo facendo uno studio delle strutture adeguate, in buona posizione, che ci consentano di accorpare alcuni servizi. E' una delle mie priorità».

LA BIOGRAFIA.Nato il 17 gennaio del 1951a Brescia, è sposato da 29 anni e ha due figli. Con un po'di nostalgia racconta che il papà faceva il sellaio, un mestiere scomparso con l'avvento dei trattori. «La sua bottega - ricorda - era di fronte a quella del maniscalco, un altro lavoro che non esiste più». La mamma invece era barista. «Abbiamo girato tutta la Padania - scherza -: prima Dello, poi Camignone, Castegnato e infine Ospitaletto, Comune dove ancora oggi vive e di cui è sindaco. È sposato da 29 anni e ha due figli.
Politicamente, racconta di essere leghista fin dalla prima ora. Di professione è ingegnere libero professionista. Ha lavorato anche come insegnante. Ritorna ora nel mondo della scuola con la delega all'Edilizia Scolastica che gli è stata affidata, insieme al Patrimonio, dal presidente Molgora.





Assessore, a quali progetti sta lavorando?
«Sono diverse le iniziative in fase di realizzazione. Per esempio la Provincia ha messo sul piatto 7 milioni per la nuova struttura dell'"Olivieri". Cavalli voleva liberare palazzo Bargnani e realizzare lì la biblioteca. I fabbricati vecchi non van bene come strutture scolastiche. I lavori però sono bloccati a causa di un appalto conteso. Poi c'è a Montichiari l'auditorium con la Cittadella dello studente: siamo in fase definitiva, pronti per l'appalto. Ancora, c'è la nuova scuola superiore di Castelmella, gli istituti di Palazzolo e Desenzano. In tutto, sono realizzazione per le quali il Broletto ha pensato di investire 20 milioni di euro. Realizzazioni che però ho deciso di bloccare».
Su alcuni progetti la precedente Amministrazione aveva puntato molto. Per quale ragione intende bloccarli?
«La situazione di bilancio della Provincia è ben nota. Nell'ultima variazione di bilancio abbiamo effettuato una manovra da 20 milioni di euro, e non a caso. Abbiamo avuto l'input di verificare con accuratezza i finanziamenti prima di avviare progetti nuovi. Ma non è solo questa la ragione. A questo punto dovremo prestare particolare attenzione alle priorità. Per conto mio, sono intenzionato ad effettuare prima di tutto gli interventi per migliorare la sicurezza nelle scuole che ci sono già. Parlo di antisismica, prevenzione incendi e impiantistica ma anche di uscite di sicurezza».
Con quale metodo intende procedere?
«Mi sono riunito negli scorsi giorni con tutti i dirigenti scolastici. Come primo argomento, ho messo sul tavolo la situazione delle aule. Ho detto loro che in linea di massima, non intendo acconsentire a modifiche nelle dimensioni. La programmazione deve essere a 5 o 10 anni. Gli interventi di emergenza, ho fatto presente ai dirigenti scolastici che erano presenti all'incontro, creano sempre parecchi problemi: si lavora molto per ottenere le certificazioni, ma se cambia la struttura bisogna ricominciare tutto l'iter da capo. I presidi della città, per esempio, hanno la tendenza a voler attirare più ragazzi di quanti i loro istituti possono tenerne per questioni di prestigio. ora di cambiare mentalità. L'offerta formativa degli istituti della provincia non è inferiore a quella della città».
Periodicamente tornano le polemiche nazionali sulla situazione degli istituti, in qualche caso vecchi e fatiscenti. Il patrimonio scolastico della nostra provincia, secondo lei, in che condizioni è?
«Il primo obiettivo è proprio avviare una ricognizione sullo stato delle cose. Devo ammettere che in passato è stato fatto davvero molto lavoro. Tuttavia su alcuni istituti abbiamo riscontrato che ci sono parecchie cose da sistemare, anche con urgenza. È bene non fare allarmismi, è bene precisare che è tutto sotto controllo. Ma bisogna metterci mano».
Quali interventi avete in programma?
«Abbiamo già deliberato le sistemazioni su un paio di situazioni particolari, a cui guardiamo con attenzione: il «Dandolo» di Corzano e il «Cerebotani» di Lonato. I lavori partiranno velocemente, all'inizio dell'anno scolastico».
Quindi all'orizzonte non ci sono nuove realizzazioni?
«Non escludo che già nel 2010 si possa tornare a lavorare in termini propositivi. Ma per ora abbiamo avuto queste indicazioni operative, naturalmente in accordo con la linea voluta dal presidente Molgora: utilizzare il denaro che è stato conservato in conto capitale per la messa in sicurezza».

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