Giugno 2014

riviste/formato_valli_bresciane/2014-06
Formato Valli
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ItalBrescia non è solo un modo di dire: «Mario Balotelli? Certo, è forte e lo conosciamo bene, visto che ha giocato in Premier League con il Manchester City. Ma Cesare Prandelli, che ha svolto un ottimo lavoro con l’Italia, ha Andrea Pirlo. È l’uomo che da 10 anni fa girare la squadra azzurra. Se dovessi togliere un giocatore all’Italia, di sicuro sceglierei Pirlo». Parola di Roy Hodgson, commissario tecnico dell’Inghilterra, primo avversario dell’Italia ai Mondiali in Brasile, il 14 giugno a Manaus. Nel parlare della Nazionale, non a caso ha citato i tre bresciani: la guida (Prandelli) è di Orzinuovi, il cervello (Pirlo) è di Flero, il fiore all’occhiello, il potenziale asso (Balotelli) è di Concesio. Nei 30 giocatori al lavoro al centro tecnico federale di Coverciano, Pirlo e Balotelli ci sono. E, salvo cataclismi, saranno nella lista finale dei 23, che voleranno in Brasile e che Prandellirenderà nota il 3 giugno. Certo, stride il fatto che l’uomo considerato più pericoloso da uno dei ct avversari, Pirlo, sia cresciuto in una squadra, il Brescia, che storicamente fatica a ritagliarsi un posto fisso in serie A: «Pirlo è classe pura, è intelligenza - le parole di Prandelli -. È abituato a partite di un certo tipo. È un giocatore che in qualsiasi zona del campo riesce a trovare la possibilità di costruire un’azione pericolosa».

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