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Giuseppe Romele

di Natalia Danesi

 Il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele, che è anche assessore al Territorio FOTOLIVE
Il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele, che è anche assessore al Territorio FOTOLIVE

 Il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele, che è anche assessore al Territorio FOTOLIVE
Il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele, che è anche assessore al Territorio FOTOLIVE

Tre o quattro giorni su sette (compresa, se serve, anche la domenica) lavora per il Broletto. Due o tre li riserva invece all'impegno romano. E tra una cosa e l'altra si deve dedicare pure a fare il vicecoordinatore provinciale del Popolo della libertà. Così quest'anno niente vacanze. Troppo da fare. Ma Giuseppe Romele, che oltre al ruolo di vicepresidente della Provincia ricopre anche quello di assessore al Territorio, non si cruccia per i suoi mille impegni.
Come sono state queste prime settimane di lavoro in Broletto?
«Per ora sto vivendo una bella esperienza davvero. Per il Popolo della libertà ho trovato un gruppo consiliare "di fuoco", motivato. Chi è stato sindaco, chi assessore. La professionalità politica è alta. Penso che riusciremo a fare una buona azione di sostegno al presidente Molgora che sta dimostrando grande equilibrio e grande capacità di sintesi, e con la sua professionalità riuscirà a tirar fuori la provincia dalle difficoltà economiche».
Nella giunta il suo ruolo è quello di «contenere» i leghisti, come dice qualcuno?
«Ma no, diciamo che più che altro ho un ruolo di giunzione e di raccordo tra Lega e Pdl in giunta e in consiglio. Senza retorica devo dire che il clima tra noi assessori è molto buono. Credo che il sostegno che ho dato fin dalle primissime battute alla candidatura di Molgora sia stato fondamentale per creare questo collante».
Quali sono i primi obiettivi che si è dato?
«La mia mission, se così si può chiamare, è avere un rapporto diretto con il mondo locale. Voglio stare vicino a sindaci e assessori. La delega al Territorio, è vero, è molto tecnica ma me ne sono occupato quando facevo il sindaco e voglio continuare a gestirla fino in fondo. Ho incontrato una cinquantina di amministratori finora ed entro fine mese avrei l'intenzione di vederli tutti quanti. Ho affrontato finora una quindicina tra varianti al Piano regolatore e al Piano territoriale di coordinamento provinciale».
Uno dei nodi più importanti in questi anni è stata la realizzazione di nuove strutture commerciali, che stanno proliferando sul territorio. Gli operatori del settore hanno lanciato l'appello ad intervenire con maggiore cautela. Lei che ne pensa?
«Stiamo valutando un paio di casi di logistica interregionale per la grande distribuzione. Quanto ai centri commerciali, la logica complessiva sarà di grande rispetto per il territorio. Le cose vanno fatte senza eccedere e verificando soprattutto che non ci siano doppioni. Per ora c'è allo studio qualche possibilità che riguarda modelli nuovi: parlo di distribuzione che contenga firme di alto livello».
L'area di Montichiari è cruciale per la nostra provincia. Eppure lo stadio è bloccato, lo sviluppo dell'aeroporto è bloccato...Che contributo intendete dare?
«Quella zona è dotata di servizi strategici, non ultimo l'aeroporto. Io posso solo garantire in questo momento la piena disponibilità a sederci attorno ad un tavolo per interpretare gli interessi sia dei Comuni, sia degli operatori economici. Noi lavoreremo nell'ottica di creare sempre e ovunque posti di lavoro in più. Quanto alla vicenda dello stadio...Non ho mai preso una posizione né mi sento di prenderla ora. Chi prima arriva a risolvere il problema, meglio è. Basta melina».
L'assessore al Patrimonio Giorgio Prandelli ha dichiarato di voler accantonare il pensiero della nuova sede per un attimo...Lei è d'accordo?
«No, credo sia un problema su cui intervenire subito. È vero, le difficoltà di Bilancio ci sono ma paghiamo ogni anno 4 miliardi delle vecchie lire per affitti. Si potrebbero utilizzare, invece, per avviare un mutuo con l'obiettivo di avere una nuova e bella struttura a ridosso delle vie di comunicazione. Gli uffici disseminati qua e là sono un costo e provocano una perdita di tempo».
E l'idea di accorpare tutti gli immobili in affitto in uno solo?
«Il trasloco costa e crea disagi. A questo punto ci si siede e si decide per una struttura che dia risposte ai cittadini».
Oltre ad essere assessore provinciale e vicepresidente, ricopre anche il ruolo di vicario nel Pdl guidato da Viviana Beccalossi. La tensione tra Fi e An di cui si parla è reale?
«La volontà di amalgamarsi c'è, è concreta, ma non possiamo negare che noi e gli amici di Alleanza Nazionale proveniamo da due culture diverse. An è più organizzata, "militarizzata". Forza Italia è invece più spontanea. Sono due momenti politici completamente diversi. Il nostro partito con il suo 70 per cento è evidentemente più dinamico all'interno. Ha le sue diverse anime, le sue variabili interne che non vanno umiliate e il cui peso non deve essere sottovalutato».
Umilate...in che senso?
«In generale il nostro partito, Forza Italia, non ha mai apprezzato molto i diktat da parte degli alleati del centrodestra, qualunque alleato. Preferiamo un'altra strada. Ci piace da sempre molto di più l'idea del dialogo e del confronto costruttivo per raggiungere un obiettivo».
Da vicecoordinatore, quale funzione sta svolgendo?
«Mi sono fatto garante delle proporzioni interne tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, soprattutto nel rispetto delle indicazioni che arrivano a livello centrale».
Anche dentro Forza Italia, però, recentemente, con le ultime vicende che si sono consumate in occasione delle elezioni provinciali, il clima non è stato dei migliori...Come vanno attualmente le cose?
«L'equilibrio tra le tre anime fondanti del partito a livello locale (Franco Nicoli, Giuseppe Romele ed Adriano Paroli, Ndr.) è tranquillo. Il dialogo è ottimo. E con Alleanza Nazionale abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione».
Il presidente della Provincia Daniele Molgora è stato criticato per il suo sottosegretariato e suoi troppi impegni romani. Lei, dal canto suo, è vicepresidente assessore ed pure è parlamentare senza contare il ruolo politico che ha nel Pdl. Come riuscite a gestire gli impegni e ad organizzarvi in modo da non trascurare la nostra Provincia?
«Diciamo che tra me e il presidente Molgora c'è l'accordo di supportarsi reciprocamente. Io cerco di non trascurare nulla. Dal canto mio, sono il più presente in assoluto dei parlamentari bresciani e forse anche lombardi. In Provincia ci sto almeno tre o quattro giorni su sette. Lavorando con serietà al mio ruolo di coordinamento urbanistico ed effettuando anche una serie di uscite sul territorio».
LA BIOGRAFIA. Giuseppe Romele è nato a Pisogne il 18 marzo del 1951. A Roma lo chiamano «Rommel», come il generale. È laureato in
Giurisprudenza. Imprenditore, è stato sindaco, consigliere provinciale e
regionale. Oggi è alla terza legislatura a Montecitorio, eletto nel 2001, poi nel 2006 e nel 2008. Per alcuni anni ha ricoperto il ruolo di
responsabile per il partito per le aree di montagna, ruolo che l'ha visto fare proposte di legge per favorire la produzione agricola montana. Politicamente, è stato democristiano per poi entrare in Forza Italia. È stato designato da Fi e Alleanza Nazionale candidato al Broletto, prima che il posto per il centrodestra venisse «scippato» da Daniele Molgora. Oggi è vicecoordinatore del Pdl.

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