La leonessa

Al voto senza giganti, ma con tanti esclusi

Giulio Andreotti sosteneva di essere «politicamente» di media statura, ma di non vedere comunque giganti intorno a lui. Così devono pensarla gli esclusi bresciani delle Politiche 2022 che il 25 settembre rimarranno semplici spettatori, senza la sicurezza di uno scranno parlamentare. Succede in casa Lega dove, ad esempio, dopo 35 anni la Vallecamonica non avrà un suo onorevole. Infatti niente posto in lista per Beppe Donina, fedele di Matteo Salvini ma sacrificato sull’altare dei posti romani tagliati. A casa, in pantofole, anche Raffaele Volpi, già sottosegretario alla Difesa e presidente Copasir, forse troppo vicino a Giancarlo Giorgetti per tornare in Aula a Montecitorio. Sarà, ma i delusi delle urne non si fermano al Carroccio. In Fratelli d’Italia il senatore Gianpietro Maffoni, piazzato solo quarto al proporzionale, ha detto il suo personale «tu quoque» guardando in faccia Giangiacomo Calovini, che da suo segretario a Palazzo Madama ha ottenuto il posto certo all’uninominale svicolando l’inchiesta in cui potrebbe dover rispondere di corruzione per il caso Acri. Certo giganti non ce ne sono nel Bresciano, ma il problema che anche chi è di media statura non spicca. Quindi era meglio il passato, con posti per tutti. Anche per i più bassi...