La tangenziale monca un capitolo di storia

È da 28 anni che se ne parla (ventotto), più di un quarto di secolo ed è davvero un pezzo di storia, di storia del territorio. Era il 1994 quando si accesero le ruspe per costruire la tangenziale del basso Garda. Allora per andare da Lonato a Peschiera, tolta l’autostrada, c’era un percorso solo: la vecchia Statale 11 «Padana Superiore», l’obsoleto stradone degli anni ’50 che tagliava in due i paesi e portava tutto il traffico, anche quello pesante, dentro a centri urbani sempre più ipertrofici. Venne l’idea di una superstrada che tagliasse per le campagne. Utile, ma portava consumo di suolo, paesaggio che si snatura, colture distrutte, un approccio culturale che molti dei primi ecologisti, negli anni ’90, contestavano: da una parte chi voleva le tangenziali, dall’altra chi difendeva una diversa idea di ambiente. Vinsero i primi, anche se nella partita sbagliarono l’ultimo calcio di rigore. La tangenziale si fece, ma monca. Oggi, a distanza di quasi un trentennio, manca ancora l’ultimo pezzo di quella superstrada, lo svincolo alla Rovizza di Sirmione, mai completato. Ci sono i soldi, ci sono i tavoli tecnici, c’è la «buona volontà». Ma dopo 28 anni non partono i lavori. Nessuno, nemmeno nel ’94, lo avrebbe immaginato.