Le dita schiacciate e la giustizia lumaca

La Leonessa
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In un asilo nido comunale un bambino si schiaccia le dita in una porta tagliafuoco. Nessun danno permanente ma scatta lo stesso la denuncia. Ormai presentare denunce, da tempo, è diventato uno sport nazionale, di qualunque cosa si tratti. Viene quindi aperta un’indagine e la sindaca del Comune in cui ha sede il nido riceve un avviso di garanzia per lesioni colpose. Non sarebbero stati adottati i dispositivi necessari per impedire di schiacciarsi le dita e naturalmente la colpa è della prima cittadina. E tutti sanno qual è il significato che oggi viene dato a un avviso di garanzia. Succede a Crema, il distretto giudiziario della Procura che indaga sul caso fa capo a Brescia. Intanto le polemiche infuriano. In questione c’è la responsabilità dei sindaci: perché dovrebbero assumersi un compito sempre meno ambito come quello di amministrare un Comune se per qualunque sciocchezza rischiano di essere messi sul banco degli imputati? Di questo si discute da tempo e in alcuni Comuni, specie piccoli, sta diventando sempre più difficile trovare chi sia disposto a candidarsi. Ma c’è anche un’altra domanda: nei palazzi della giustizia che certo non spiccano per l’efficienza, visti i tempi lunghi con cui in genere si procede, non hanno altro di cui occuparsi?

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