Montisola perde pro loco e identità - La Leonessa

La Leonessa
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Dai fasti planetari di The Floating Piers alla dimensione di borgo senza identità e memoria il passo è stato breve per Montisola «perla» del Sebino. La più grande terra emersa lacustre del continente ha capitalizzato l’eredità di immagine lasciata dal ponte galleggiante che per 16 giorni l’ha unita a Sulzano nel 2016 trasformandola nell’isola del tesoro per gli operatori turistici. Ma il borgo si è dimenticato da dove viene e alla fine ha perso la Pro loco condannata all’estinzione dalla mancanza di giovani leve. Eppure, già prima che grazie al miracolo di Christo camminassero sulle acque oltre un milione di pellegrini, il brand «Montisola» viaggiava a pieno regime grazie alle genuine sagre scandite da grandi abbuffate dell’inimitabile salame tipico o delle impareggiabili sarde di lago, patrimonio dell’umanità dei... gourmet. La bellezza del luogo resta immutata, sia chiaro, ma senza la Pro loco mancherà qualcosa. Un’assenza che pesa come la quinquennale Festa dei fiori rinviata a causa dell’emergenza Covid. Ma ci sarà tempo e modo per riprendere in mano le tradizioni a meno che le luci della ribalta dell’evento mondiale di sei anni fa non abbiamo imborghesito gli abitanti di un luogo che ha fatto da sempre dell’accoglienza rustica e genuina la sua fortuna.