Quei soldi rubati ai volontari del pane

Scriviamolo in modo semplice, senza paroloni, senza ricercare lo «stile» di un corsivo in prima pagina. In parole povere. Perché è di povertà che stiamo parlando, materiale e purtroppo anche morale, storie di disperati: il furto della cassettina delle offerte alla «Mensa di Francesco» a Capriolo, gruppo di volontari che porta da mangiare a 400 persone bisognose, è la notizia più triste che ci sia oggi sul giornale. Perché a rubare quei pochi soldi, pochi e benedetti, è stata sicuramente una persona a sua volta bisognosa. Che sapeva benissimo di cosa si occupa l’associazione: mettere il pane in tavola a chi non ha nemmeno da mangiare, a chi vive le stesse penose difficoltà, le stesse avvilenti privazioni che in questi tempi di ingiustizia vive anche il ladro. Ma quei soldi che ha rubato, 350 euro (signori, 350 euro...), servivano a uno scopo ben preciso: acquistare un furgone nuovo, anzi di seconda mano, per poter continuare a portare il pane nelle case. I volontari li stavano raccogliendo a fatica e gli stessi assistiti, nei limiti delle loro minime possibilità, avevano voluto contribuire: chi con un euro, chi con due euro, per poter dire «voi aiutate me, io aiuto voi, per quel poco che posso». Poi è arrivato il ladro e se li è presi tutti. Non c’è sul giornale, oggi, notizia più triste.