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Mario Maisetti

di Natalia Danesi

 Mario Maisetti, 59 anni, nel suo ufficio al Comando Provinciale di via Romiglia FOTOLIVE
Mario Maisetti, 59 anni, nel suo ufficio al Comando Provinciale di via Romiglia FOTOLIVE

 Mario Maisetti, 59 anni, nel suo ufficio al Comando Provinciale di via Romiglia FOTOLIVE
Mario Maisetti, 59 anni, nel suo ufficio al Comando Provinciale di via Romiglia FOTOLIVE

Quando ha ricevuto la telefondata del presidente della Provincia Daniele Molgora, un paio d'ore dopo l'approvazione del pacchetto Maroni, ha capito: la delega alla Sicurezza sarebbe stata sua. E del resto Mario Maisetti, 59 anni camuno «doc», delle materie che tanto stanno a cuore alla sua Lega si è occupato per lungo tempo anche ad Angolo Terme, il Comune di cui è stato sindaco e di cui ora è vicesindaco. Con un «pallino» che ancora non gli è passato: la lotta allo spaccio e al consumo di stupefacenti tra i giovanissimi.
Maisetti, ai tempi della formazione della giunta per lei si è sempre detto che la delega alla Sicurezza sarebbe stata la più adeguata. Il presidente Molgora le ha affidato uno dei compiti più importanti per il Carroccio. Perché, a suo parere?
«Penso per la mia esperienza ad Angolo Terme. Nel nostro Comune siamo stati molto attenti soprattutto al problema della droga tra i ragazzi. Da sindaco e da genitore ho incentivato molto il volontariato presidiando la scuola e il territorio. un tema su cui intendo avere anche nei prossimi anni un occhio di riguardo».
Lei è ancora vicesindaco ad Angolo Terme...è importante restare sul territorio?
«Io continuo e intendo continuare a dedicare tempo al mio Comune. Certo, gestire l'assessorato è più semplice che fare il sindaco. Qui si parla di deleghe specifiche, mentre da primo cittadino dovevo essere anche un po' tuttologo».
La polizia provinciale ha iniziato la sua attività con una funzione prevalentemente ittico - venatoria, e da qualche anno sta cambiando volto. Che futuro vede per il Corpo?
«Appena arrivato, ho avviato subito una specie di riforma. Finora la provinciale aveva soprattutto un ruolo di supplente, interveniva a sostegno dei Comuni sguarniti di vigili. Con il presidente Molgora si è deciso di dare un segnale forte: cercheremo di coordinarci di più con le altre forze dell'ordine con obiettivi di prevenzione. Il controllo in provincia è già molto buono, ma con la prefettura e la questura cercheremo di rivedere le priorità e i punti più a rischio. Su questa questione, invierò anche una lettera ai Comuni per capire quali sono le loro esigenze e cercare di fare un lavoro più organico».
Quanto alla funzione ittico - venatoria?
«Il nucleo rimarrà ma farà capo all'assessore alla Caccia, il collega Alessandro Sala. Ci è sembrato più logico: loro sanno ovviamente dove bisogna intervenire con urgenza. Però i due nuclei avranno la possibilità di interagire in base all'esigenza di uomini».
Diceva che il consumo di droga è, a suo parere, una delle emergenze più attuali. Come pensa di combattere questo problema?
«Quando avremo le risorse, vorrei che anche ai nostri uomini venisse dato in dotazione il narco test per effettuare i controlli necessari».
La polizia provinciale darà una mano al giro di vite sull'immigrazione clandestina?
«Gran parte delle risorse votgliamo, certo, investirle per l'attuazione del pacchetto Maroni. Ma veda, vorrei precisare che io non sono assolutamente razzista. Pensi, la prima persona che ho assunto da sindaco è stato uno straniero. E poi la mia famiglia è un vero e proprio meltinng pot...Comunque sì, lavoreremo sia per i controlli anti contraffazione sia anti immigrazione clandestina. E faremo la nostra parte anche sul fronte delle ronde».
Il tema è più che mai attuale: il Broletto parteciperà in qualche modo?
«Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità. Ci siamo seduti di recente al tavolo con le altre istituzioni per studiare anche l'ipotesi di predisporre pattugliamenti di volontari sui treni e anche sugli autobus extraurbani. Noi abbiamo garantito che qualora i Comuni non avessero vigili a sufficienza per far da supporto e punto di riferimento, potremo intervenire con i nostri agenti».
Mi pare che per la polizia provinciale si prefiguri un vero e proprio ruolo di "forza dell'ordine" a tutti gli effetti....
«Effettivamente ci sono riorganizzazioni in vista. Ho mandato una circolare per la questione dei distaccamenti, che devono essere tutti coinvolti su progetti condivisi. Dopodiché stanno emergendo esigenze operative nuove a cui bisognerà far fronte. Per esempio, qui in via Romiglia abbiamo un paio di celle, una maschile una femminile: ma perché diventino operative serve il piantonamento dei nostri uomini, che ora sono di turno solo fino alle 20. Pure se verranno a crearsi esigenze di pattugliamento serale, bisognerà ripensare alla gestione del personale che è un tema particolarmente delicato. Il nostro organico è sufficiente ma l'organizzazione degli agenti va migliorata».

LA BIOGRAFIA.Si definisce un «camuno doc» anche se non è in Valle Camonica che ha trascorso la sua infanzia. Mario Maisetti è nato a Dampremy, in Belgio, il 7 gennaio del 1950. Con i suoi 59 anni, è il più anziano della giunta Molgora. La sua famiglia, originaria di Angolo Terme, è emigrata per motivi di lavoro: il papà faceva il minatore, la mamma la casalinga. In Belgio Maisetti ha frequentato le elementari, fino alla terza. Poi ha proseguito gli studi in Valcamonica. Ha iniziato a lavorare alle Terme di Angolo occupandosi anche di energie rinnovabili. Leghista dal 1990, è stato per 10 anni sindaco di Angolo Terme dove ora ricopre il ruolo di vicesindaco. Nel Carroccio ricopre un ruolo di primo piano: nel 2005 è diventato segretario provinciale della Lega di Valle Camonica. È sposato con due figli.

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