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Mauro Parolini

di Natalia Danesi
LAVORI PUBBLICI. L’assessore non nasconde che, dopo anni di buona disponibilità, ora le risorse scarseggiano: «La sfida? Realizzare le opere senza indebitarsi»


Parolini: «Se i lavori partissero a fine mandato, sarebbe già una soddisfazione. Espropri? Saranno molto limitati»

 Mauro Parolini nell’ufficio di piazza Tebaldo Brusato FOTOLIVE
Mauro Parolini nell’ufficio di piazza Tebaldo Brusato FOTOLIVE

 Mauro Parolini nell’ufficio di piazza Tebaldo Brusato FOTOLIVE
Mauro Parolini nell’ufficio di piazza Tebaldo Brusato FOTOLIVE

L'assessore ai Lavori Pubblici del Broletto Mauro Parolini passa dall'ufficio di piazza Tebaldo Brusato per un ultimo controllo prima di partire per il meeting di Rimini. Il futuro delle opere pubbliche provinciali lo delinea con realismo. A partire dalla tangenziale Est, che preferisce non mettere tra le priorità immediate a cui dedicare risorse e attenzione.
La nuova tangenziale Est sta già suscitando un fiume di polemiche. A partire dal Villaggio Prealpino...
«Il Comune ha forse esagerato in trasparenza. Oltre a mettere sull'area un vincolo all'edificabilità, ha messo un vincolo preordinato all'esproprio, Non era necessario farlo adesso, il tempo davanti è ancora molto. Al Prealpino però sono stato per un incontro pubblico e il nostro lavoro è stato elogiato anche dai consiglieri del Pd. Piace la scelta di usare un corridoio preesistente e mettere l'intero tracciato in galleria. Vorrei comunque tranquillizzare la popolazione: occupazioni temporanee ce ne saranno, ma gli espropri saranno limitatissimi»
A che punto è l'iter del progetto?
«Abbiamo fatto inizialmente un'analisi del traffico. Abbiamo scelto tra 4 o 5 un'ipotesi di tracciato che, è bene sottolinearlo, sarà per il 90 per cento in galleria. C'è uno studio di fattibilità dettagliato che comprende anche i costi. Ora la discussione che abbiamo avviato con il Comuni di Brescia e Nave e che ha portato ad alcune modifiche va estesa, dopodiché bisognerà predisporre le necessarie sistemazioni urbanistiche. In una fase successiva andrà poi coinvolta anche la Regione. Insomma, se il progetto arriverà a maturazione con l'apertura dei cantieri a fine mandato potrò dirmi soddisfatto».
Chi critica l'idea della Est, parla anche di poca chiarezza sulle fonti di finanziamento e, allo stesso tempo, di costi eccessivi per i cittadini...
«La Est ha molti aspetti positivi ma è evidente che pur senza scoraggiare l'utilizzo ai pendolari è necessario pensare ad un pedaggio. Però attenzione: si tratta di un'opera che dovrà essere inserita in un contesto più ampio affrontando tutto il progetto del sistema delle tangenziali, compresa la Sp 19, il tratto tra Brescia Est e Peschiera e quello sopra Lumezzane. La sfida è affrontare questo come un progetto di tipo autostradale».
Vale a dire che diventerà una sorta di autostrada cittadina?
«I gestori delle Autostrade andranno di sicuro coinvolti. Come, è tutto da vedere. La tangenziale Est comunque è il futuro. A me interessa, ora, guardare al presente».
E qual è la priorità oggi?
«Non possiamo nasconderci che i fondi sono pochi. Veniamo da anni in cui avevamo una oggettiva disponibilità. Fortunatamente la rete viaria della provincia è buona ma bisogna continuare effettuando le asfaltature, le manutenzioni e mettendo in sicurezza i punti più critici. Il grosso dei dipendenti si occupano di questo. Del resto è grazie a questi interventi se quando nevica le autostrade chiudono, mentre le nostre strade sono percorribili».
Quanto del bilancio 2009 è destinato a questo capitolo?
«La totalità del bilancio 2009 è dedicata alla manutenzione ordinaria e straordinaria».
E le nuove opere, come vengono realizzate?
«Sulle opere stiamo spendendo attualmente le cifre impegnate negli anni scorsi. La grande sfida ora è effettuare i lavori della provincia con finanziamenti esterni che non aumentino l'indebitamento. Ad esempio di come ci si può muovere, mi piace citare la strada della Valsabbia. Nel recente accordo di programma da 80 milioni di euro 40 milioni ce li mette la Regione e 38,5 la Provincia di Trento. La Provincia ha il compito di progettare una tratta di 9 chilometri Vestone - Idro. Ma ci sono anche altre situazioni simili. In Valcamonica l'Anas sta facendo un cantiere che vale 300 milioni di euro. All'Aprica e sul Garda 20 milioni».
Dunque il Broletto si occuperà sempre più di coordinamento?
«La Provincia ha già da tempo un ruolo di impulso e coordinamento. Abbiamo un occhio vicino per vedere i problemi, ma lontano per non restare inchiodati ai particolari».
È stato molto significativo in questi anni il suo impegno per le grandi opere...La gran parte del lavoro ormai è fatta?
«Siamo a un punto importante. Di Brebemi sono iniziati i lavori e da novembre i cantieri apriranno in modo generalizzato. La corda molle, che raccorda tutta la grande viabilità e farà sì che Brebemi sbocchi a Brescia Est anziché a Travagliato, è in costruzione. La spina nel fianco resta l'autostrada della Valtrompia. Mai un'opera avrebbe potuto incontrare più ostacoli. Ma in autunno è stata fissata la data per l'apertura delle buste, il che ci fa ben sperare nel passaggio finale».
Le campagne di sicurezza stradale restano tra le vostre priorità?
«Sicuramente, anche se dovranno essere mirate e daremo la precedenza a quelle che hanno un'efficacia più immediata come le testimonianze nelle scuole o le iniziative nelle discoteche. Se ci sono meno vittime, è però anche da attribuire alle normative e ai controlli. Penso per esempio al tema della velocità. Poi ci sono gli interventi concreti: in questi anni sono stati eliminati più di 300 incroci pericolosi con un corrispondente calo dell'incidentalità».
È d'accordo con le recenti iniziative prese dal ministro Maroni?
«Il controllo delle strade va trasformato in tutela della sicurezza. La mentalità deve cambiare: bisogna fare in modo che la probabilità di essere beccati nel trasgredire le regole sia altissima».
Le cose però migliorano...
«Sicuramente sì. Dieci anni fa i morti erano in media 230 all'anno. Nel 2000 sono diventati 200 e l'anno scorso 120. Quest'anno, al 24 agosto, le vittime della strada erano 61. È una strage, ma qualcosa sta cambiando. L'allarme però resta e cambia anche forma. Basti considerare che nel 61 per cento dei casi le vittime sono utenti deboli. Le due ruote sono l'emergenza di oggi».
Ci sono iniziative in campo in questo senso?
«Abbiamo un grosso progetto sulle piste ciclabili. La nostra rete è già molto estesa e in alcuni casi, come sulla Brescia - Salò, anche frequentata. Abbiamo progettato e in parte finanziato l'estensione di alcuni tratti come quelli fino a Toscolano, Limone e Campione. I lavori partiranno nei prossimi mesi. Abbiamo già a disposizione 4,5 milioni e speriamo di averne altri 5 dalla Regione».


LA BIOGRAFIA. MAURO PAROLINI è nato a Desenzano, dove ancora oggi vive, il 17 maggio 1958. La sua è una famiglia particolarmente numerosa: è il primo di sei figli. Prima di dedicarsi esclusivamente al lavoro domestico, la mamma - pur di diversa estrazione politica - gestiva il circolino dei comunisti. Il papà, invece, lavorava come camionista.
Mauro Parolini si è iscritto al liceo classico e poi ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano. È stato insegnante per 10 anni, avviandosi contemporaneamente alla libera professione. Oggi dedica gran parte del tempo al suo impegno istituzionale. Ha iniziato a far politica nel '93 con Formigoni. È stato consigliere in Broletto e poi assessore dal 1995. Ha tre figlie, una che frequenta l'università e le altre due il liceo.

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