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Mille Miglia testa a testa Ferrari «re» al fotofinish

di Daniele Bonetti
LA GARA. L'ultima prova speciale ha incoronato il pilota di Roncadelle, che ha preceduto di soli 2 punti su 26 mila l'argentino Sielecki. Terzo il campione in carica
Dopo 12 anni la vittoria parla bresciano Padre e figlio hanno coronato una corsa condotta sempre nelle prime posizioni
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 Mille Miglia testa a testa Ferrari &#171;re&#187; al fotofinish</b>
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Un regista non avrebbe creato una pellicola migliore. Un giallista non avrebbe saputo aggiungere nulla di più emozionante di quanto accaduto nell'incredibile ultima giornata di gara. Una sfida infinita in cui un grandissimo della regolarità come Luciano Viaro deve cedere il passo, un esperto come Carlos Sielecki assapora la vittoria con una rimonta entusiasmante per poi perderla quando, all'ultima prova, commette un gravissimo errore. Succede anche che Giovanni Moceri, dopo due giorni sottotono, salga di rendimento diventando il migliore di giornata. Ma accade anche, ed è bellissimo, che Bruno Ferrari da Roncadelle si scopra re della Mille Miglia (dodici anni dopo il trionfo di Valseriati) dopo un'ultima, pazza, prova speciale a Modena. Colpo di scena finale di un film che alla Freccia Rossa non era mai andato in onda.
Ma i film, anche quelli bellissimi e immediati, non si possono vedere solo dai titoli di coda. Ed ecco quindi che l'apoteosi di questa Mille Miglia parte da Roma con Viaro in testa di una manciata di punti su Bruni Ferrari: più staccato, a 614 lunghezze, l'argentino Sielecki che precede i connazionali Tonconogy (a 920 punti) e Sanchez (a 1015). Lontanissimo, e undicesimo, il baby Giovanni Moceri, staccato di 2138 lunghezze dopo una giornata piuttosto deludente.
Scritto lo scenario iniziale, le prove speciali di Vico provocano il primo scricchiolio al trono di Viaro. Ferrari arriva a soli 26 punti, Sielecki «lima» qualcosa ed è a 609, Sanchez a 689 e Tonconogy a 743 punti. Il «gambero» è Moceri che si ritrova al settimo posto recuperando 600 punti al capoclassifica. Con questa situazione, estremamente fluida, i primi cinque si ritrovano in lotta per il successo. Ma Vico, con prove cortissime e con una luce strana, spesso danno risultati non prevedibili. Più attendibile, per capire l'inerzia di una giornata ancora lunghissima, la serie di prova a Radicofani. Quattro prove in rapida successione, Viaro porta a 33 le lunghezze su Ferrari, Sielecki arriva a 261, Tonconogy a 687 e Moceri, sesto, arriva a 1538 punti di ritardo limando ancora qualcosina.
PER VIARO però iniziano i problemi: il cambio della sua Alfa inizia a balbettare, la terza marcia entra con difficoltà e il triestino si ferisce la mano cercando con la forza di inserirla comunque. Un problema non da poco che presenta il conto già a Pienza: dopo le quattro prove nel borgo più bello della Toscana Viaro esce con le ossa rotte. Ferrari con una serie capolavoro si ritrova al comando con 107 punti su Sielecki e 369 su Viaro. Quarto, costantemente in linea con i migliori e staccato di 702 punti l'argentino Tonconogy. A quel punto, con metà prove già in archivio, sono rimasti in quattro a giocarsi la vittoria. In casi come questo ogni piccolo particolare può fare la differenza. E il totovincitore, impazza. A Monteriggioni, terra di pranzo, qualcuno si azzarda a complimentarsi con Viaro per l'ottima gara. «In realtà mi sto difendendo - minimizza il vincitore del 2008 - : ho un problema alla mano, sarà difficile anche se la terza marcia nelle prove non è così fondamentale».
L'equilibrio, clamoroso, non si rompe nemmeno a Monghidoro 1 dove Ferrari e Sielecki fanno la stessa prestazione: il bresciano davanti, l'argentino a 107 punti con Viaro a 411 e quasi fuori dalla lotta per il successo con un'inerzia di gara che lo sta vedendo penalizzato. Monghidoro 2 premia Sielecki che arriva a 36 punti di distanza con Viaro a 340. L'ultima di Monghidoro però restringe il campo dei pretendenti al regno della Mille Miglia a sole due persone: Ferrari non sbaglia un colpo e tiene il rivale argentino a 47 lunghezze mentre Viaro precipita a 674 punti di distanza: troppi, anche per un campione come lui se al termine della corsa mancano una manciata di prove speciali.
LOIANO,, NELLE PRIME prove prima di Bologna, premia Ferrari: insieme al figlio prova a fare la differenza e Sielecki si ritrova a 275 punti con Viaro a 511. Come per tutto l'arco della corsa però, anche quando il film della Freccia Rossa sembra avere una trama designata, ecco che accade l'imprevedibile. A Pianoro Ferrari abbassa il livello della prestazione, Sielecki balza al comando con 184 punti sul bresciano e 707 su un Viaro ormai rassegnato al terzo posto da difendere dall'argentino Tonconogy. La rimonta di Moceri si ferma al quinto posto troppo lontano dai primissimi per ambire al podio. Buon sesto parziale per Flaminio Valseriati. Prima di Modena, la classifica sembra parlare definitivamente argentino: Sielecki può gestire 318 punti su Ferrari a sole tre prove dal termine. Un margine che potrebbe essere rassicurante.
CON LA VITTORIA a portata di mano l'argentino di ghiaccio si disunisce: alla prima delle tre prove di Modena il suo vantaggio scende a 36 punti per risalire a 325 punti alla «seconda» modenese. L'ultima, però, è da urlo: di gioia per Ferrari, di disperazione per Sielecki che chiude sessantesimo la prova speciale e si ritrova secondo per due punti. A conti fatti, la Mille Miglia l'ha persa per due o tre millesimi di secondo. Quelli che separano la gioia dalla disperazione.
Daniele Bonetti

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