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«Non soltanto multe Cultura della guida»

LA PROMESSA. Delega alla Motorizzazione: in cantiere due progetti per i disabili

Spiega che il suo obiettivo, in materia di sicurezza stradale, non è vessare gli automobilisti ma insegnare loro a non violare le regole, aiutarli ad imparare quella che chiama una «cultura della guida». Del resto Mario Maisetti, assessore provinciale alla Sicurezza, ammette che per le multe negli scorsi anni la polizia provinciale ha incassato davvero poco.
Insomma, i 9 milioni che la giunta Cavalli aveva previsto di entrate dalle multe erano davvero troppi? Ha fatto bene Molgora a prevedere da subito un taglio alle entrate di 7,5 milioni?
«Effettivamente le contravvenzioni che la provinciale dà per la velocità portano quasi nulla alle casse delBroletto».
In una conferenza stampa durante la campagna elettorale il presidente ha annunciato che la vostra non sarebbe stata la politica dell'«autovelox dietro l'angolo». Intendete mantenere la promessa?
«Basti pensare che gli autovelox li abbiamo prestati alle Pubbliche Amministrazioni che ce li richiedevano. Personalmente, sono d'accordo con la politica del tutor. Penso che dovremo fare un ragionamento sulle strade più a rischio e lavorare soprattutto sul tema della sensibilizzazione».
In che modo ritiene che sia possibile intervenire?
«Con una nostra presenza costante dobbiamo fare prevenzione. Gli automobilisti devono capire che bisogna cambiare mentalità. Il modello francese è quello a cui io voglio puntare.vverti una prima volta gli automobilisti con il cartello che riporta i limiti di velocità; una seconda volta li diffidi dall'andare troppo veloce. E la terza volta scatta la contravvenzione. Su questo tema è stato fatto anche un incontro con l'assessorato ai Lavori Pubblici guidato dal collega Mauro Parolini, con cui naturalmente c'è l'intenzione di avviare una collaborazione».
A lei è stata affidata anche la delega alla Motorizzazione, all'Autotrasporto e alle Autoscuole che sono state in un qualche modo scorporate dall'assessorato ai Trasporti guidato fino all'anno scorso da Valerio Prignachi...
«Effettivamente, sono molto soddisfatto di avere ottenuto la delega alla Motorizzazione con cui sto già prendendo familiarità. Diciamo che questo tipo di materie si possono incrociare con quelle della sicurezza alla guida, almeno per quanto riguarda lo studio della pericolosità e via dicendo».
C'è qualche progetto specifico in campo?
«Abbiamo due progetti rivolti in modo specifico ai disabili. Uno con le scuole guida: contribuiremo alla fornitura di due autovetture attrezzate. Ce ne sarà una a Brescia e una in Valle Camonica, dove questo problema è particolarmente sentito».
E l'altro?
«L'altro pure riguarderà il mondo della disabilità. Abbiamo sentito anche la Fiat su questa iniziativa. L'obiettivo è predisporre una sorta di totem, un simulatore per i disabili che servirà per aiutarli a conseguire la patente».
Lei, come altri colleghi, promettete di riservare un'attenzione particolare al tema della disabilità...
«Più che altro riteniamo sia un impegno doveroso. I disabili non sono una vetrina, uno strumento per procurarsi visibilità. Bisogna fare per loro qualcosa di concreto. È questa la direzione in cui intendiamo muoverci». NA.DA.

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