Occupazione e Terme sono i temi sul tavolo

GLI IMPEGNI PER IL SINDACO. Gli scenari dopo 10 anni di Abondio. Sullo sfondo c'è anche una questione urbanistica con una scelta tra l'espansione e la riqualificzione
Il parco termale di Boario
Il parco termale di Boario
Il parco termale di Boario
Il parco termale di Boario

Con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, a Darfo Boario Terme va in archivio un lungo periodo di progetti, scelte e cambiamenti dettati da un'amministrazione di centrodestra costruita sull'alleanza tra Popolo della libertà e Lega nord.
I dieci anni di governo di Francesco Abondio (poiché di due mandati consecutivi si tratta) e di una giunta sostanzialmente invariata nel tempo, hanno dovuto fare i conti con una situazione economica non facile e con l'emergere di nuove esigenze, alle quali l'amministrazione uscente ha dovuto far fronte non sempre ottenendo larghi consensi attraverso le soluzioni prospettate.
Di certo molti dei progetti attivati, dal commercio al settore sportivo e sociale, hanno favorito l'aggregazione e l'interazione di tante comunità di fatto abbastanza separate in quanto distribuite nelle undici frazioni che compongono la città di Darfo Boario.
Quali sono i nodi che il prossimo sindaco dovrà sciogliere in via prioritaria? Anche qui, prevedibilmente, in primo piano si colloca la questione occupazionale. Sorvolando sul comparto industriale, la crisi economica ha colpito imprese, negozi, alberghi e attività ricettive: quel settore terziario che a Darfo dà da sempre sostegno a molte famiglie e a molti giovani; i più colpiti, questi ultmi, dalla recessione.
A creare qualche preoccupazione è anche la situazione delle Terme, una realtà centrale nell'economia del territorio. Riassumendo, dopo il parziale acquisto del parco termale, l'amministrazione comunale uscente ha emesso un bando per la gestione che però prevede anche l'acquisto transitorio della restante area ancora in capo al gruppo imprenditoriale Trombini. Ma gli albergatori del Consorzio delle Terme che intendevano partecipare (questa era almeno la speranza del municipio) coltivano molte perplessità proprio in particolare a questa condizione. E se nessuno aderisse al bando sarebbe tutto da rifare.
Anche la questione dei criteri seguiti fino a oggi nell'espansione edilizia sarà un tema complesso da affrontare e da gestire: in molti, lo ricordiamo, negli ultimi anni hanno evidenziato il peso di una eccessiva urbanizzazione che ha finito per danneggiare le aree verdi del territorio.
E forse proprio da questo punto, dal bisogno e dalla necessità di introdurre criteri di sostenibilità e sviluppo responsabile, di avviare piani di riconversione e valorizzazione del territorio già struttato, si potrebbe ripartire per dare un nuovo slancio all'occupazione. Ma anche per pensare uno sviluppo culturale e turistico di Darfo Boario che sia meno ancorato alla Valcamonica «vecchio stampo» e più orientato sui modelli innovativi di una città europea. E.FLO.

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