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«Sociale, solo contributi mirati»

FAMIGLIA. La Provincia deve fare i conti con risorse sempre più scarse. Per ora, niente bonus «a pioggia» in vista

«Non vedenti e non udenti: garantito lo stesso impegno»

 Aristide Peli: ha 44 anni
Aristide Peli: ha 44 anni

 Aristide Peli: ha 44 anni
Aristide Peli: ha 44 anni

Basta con i contributi e i bonus a pioggia. D'ora in poi dal Broletto i fondi arriveranno con il contagocce, finalizzati a specifiche esigenze. L'assessore Aristide Peli, che ha anche le deleghe alla Famiglia e Attività socio - assistenziali e al Volontariato, fa di necessità virtù. Di risorse la Provincia ne ha sempre di meno, e a come le spende d'ora in poi dovrà stare un po' più attenta.
Assessore, che ruolo si propone il Broletto per il sostegno ai bresciani in condizione di disagio?
«La Provincia può essere di supporto in molti campi ma non ha competenze specifiche in materia ad eccezione di due categorie specifiche: i non vedenti e i non udenti, per i quali sono previsti investimenti rispettivamente di 780 mila euro e 800 mila, finalizzati in particolare alla Scuola audiofonetica. Manterremo naturalmente alcuni progetti e servizi, come per esempio il sostegno alla Questura per la convenzione sui permessi di soggiorno agli stranieri».
E per la famiglia?
«Questi sono tempi difficili. Anziché unire di più, la crisi sta causando ancora più disgregazione. All'atto pratico, garantiamo che proseguiremo l'esperienza degli sportelli di consulenza sul territorio, che sono sei in provincia di Brescia. Ma penso ci sia bisogno anche di riflettere a fondo sul ruolo della famiglia in un momento di difficoltà».
In che senso?
«Non servono solo i contributi. Basterebbe riscoprire gli insegnamenti dei nostri genitori, i valori con i quali hanno costruito questo Paese. Del resto, anche ora c'è bisogno di una ricostruzione. Dobbiamo riscrivere il nostro modo di vivere».
Non sta studiando, dunque, nuovi bonus provinciali?
«Onestamente, allo stato attuale delle cose non abbiamo a disposizione sufficienti risorse. Ma per ciò che potremo, daremo tutto il nostro sostegno anche in termini di affiancamento e consulenza. Qualcosa in più si potrà realizzare invece per il volontariato, sostenuto anche e soprattutto grazie ai fondi regionali. Il Broletto ha il compito di gestire l'albo delle realtà bresciane e lo fa ormai da tempo con risultati consolidati. Quanto ai progetti, se sono validi, e se le associazioni avranno la capacità e la bontà di unirsi per realizzare obiettivi comuni sono certo che qualcosa di buono si potrà fare».
Fondi scarsi, ma molti progetti anche sul fronte delle Pari Opportunità. Un'altra delega di cui si dovrà occupare anche in ragione del fatto che la giunta non conta nemmeno una presenza femminile...
«Scherzando, mi è capitato di dire che con una moglie e due figlie in casa dovrei reclamare io le Pari Opportunità. Battute a parte, con la Commissione spero di poter lavorare per proporre progetti importanti, che valorizzino il ruolo della donna».
Tutta l'Italia si è stretta intorno alla famiglia di Francesco, il bambino bresciano affetto da una malattia genetica unica al mondo. Da assessore ai Servizi Sociali, come affronta simili emergenze?
«Ho seguito questo caso, e come questo purtroppo ce ne sono molti. È dovere di una società moderna, e non parlo solo delle istituzioni ma proprio dell'intera società, dare un sostegno e un'opportunità a chi è meno fortunato. Se bisogna fare un extra - sforzo, bisogna farlo proprio in questa direzione».
Per lei, che si è occupato di territorio e di attività produttive, questa è un'esperienza completamente nuova...Con che spirito la affronta?
«La delega al Territorio era basata molto sulle competenze tecniche. Quella al Lavoro e alle Attività Produttive mischiava le competenze tecniche a quelle umane: prevedeva comunque il confronto con i sindacati e con altre realtà. La delega ai Servizi Sociali e alla Famiglia, e quella all'Istruzione, sono basate prevalentemente su competenze legate alla persona. Questo è un bel cambiamento, ma anche una sfida. Ci aspettano tempi non semplici. Per me però è sicuramente un'opportunità importante». NA.DA.

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