MUSICA

Eurovision, nazioni unite dalla musica: trionfo dell'Ucraina, Blanco e Mahmood sesti

Mahmood e Blanco in finale all'Eurovision 2022
Mahmood e Blanco in finale all'Eurovision 2022
Dai «Brividi» di Riccardo e Alessandro alla Kalush Orchestra, dalla Pausini a Mika

Straordinaria vittoria degli ucraini della Kalush Orchestra all'Eurovision e pubblico in visibilio per l'ondata di «Brividi» provocata dai beniamini del pubblico italiano Blanco e Mahmood (idolatrati anche sui social), che hanno ottenuto 268 punti (158 iniziali più altri 110 dal voto degli spettatori) e sono arrivati sesti un'ora prima che sul Pala Olimpico di Torino si abbattesse anche l'uragano dei Måneskin, i trionfatori dell'anno scorso a Rotterdam con «Zitti e buoni» che da ospiti hanno portato «Supermodel». Ma è stata per loro l'occasione anche di un piccolo accenno intimista della cover di «If I can dream» (1968), che fa parte della colonna sonora del film «Elvis» di Baz Luhrmann.
Enorme anche nel Bresciano, soprattutto a Calvagese della Riviera, l'emozione per la partecipazione di Riccardo Fabbriconi con il partner della vittoria a Sanremo Alessandro Mahmood: completo scuro più classico per il cantautore milanese, giacca e pantaloni trapuntati di «stelle» per Blanco.
La finale dell’ Eurovision Song Contest è stata aperta dall’esecuzione di «Give peace a chance» di John Lennon in piazza San Carlo, con i Rockin’1000 a formare una sorta di «Quarto Stato della Pace».
Le sonorità del brano vincitore «Stefania» hanno coinvolto il pubblico ancora una volta, tra la coreografia fantasiosa della Kalush Orchestra e il suono di uno strumento a fiato tradizionale ucraino, il telynka. «Vi chiedo per favore di aiutare l’Ucraina, Mariupol e Azovstal subito»: è stato questo l’appello lanciato da Oleg Psiuk, il cantante dei Kalush Orchestra, al termine dell’esibizione. Vittoriosi del microfono di cristallo grazie ai voti iniziali e al voto popolare che assegna loro ben 433 punti: terzo il britannico Sam Ryder con «Space man». Terza classificata la Spagna, poi la Serbia, la Svezia e l'Italia.
Stasera per la prima volta sono salite sul palco dell’ Eurovision anche le Big Five: le cinque nazioni fondatrici della competizione musicale. Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna sono arrivate di diritto alla finale di stasera sabato 14 maggio 2022.
I conduttori Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan hanno offerto, in inglese, qualche lezione di gestualità made in Italy sul palco dell’Eurovision. E la cantante romagnola ha anche interpretato un medley di alcuni dei suoi successi, come la cover di «Io canto» e il celeberrimo pezzo di Sanremo '93 «La solitudine», mentre Mika ha fatto scatenare tutti, con un completo bianco ricamato di fiori e l'energia incontenibile di «Grace Kelly» e altre sue hit. Tra gli ospiti anche Gigliola Cinquetti («Non ho l'età»).
Venticinque i Paesi in gara, i 10 finalisti della prima semifinale, i 10 finalisti della seconda ai quali si aggiungono appunto quelli delle Big Five. Diciassettemila persone sono entrate all’interno dell’Eurovillage, almeno cinquemila sono rimaste fuori, moltissime sono confluite verso il Parco del Valentino dove è stata trasmessa su maxischermo la finale. Già nel tardo pomeriggio il parco aveva raggiunto la capienza massima, per un grande picnic sulle rive del Po.
LE MANIFESTAZIONI
Non è stata una giornata contraddistinta solo dall'entusiasmo del pubblico per i propri beniamini ma anche da alcune rivendicazioni: circa centocinquanta studenti hanno sfilato nel centro storico di Torino per solidarietà con i giovani arrestati il 18 febbraio. «L’altra faccia della medaglia di questa Torino che state visitando e che è stata messa a nuovo per l’ Eurovision - hanno detto gli speaker  - è che questa è una città dove i nostri coetanei vengono arrestati perché non ci stanno ad abbassare la testa. Torino è la città che arresta gli studenti che si battono per la morte di Lorenzo e Giuseppe», i ragazzi morti sul lavoro durante periodi di formazione in azienda. Inoltre attivisti del collettivo ambientalista Extinction Rebellion hanno bloccato il traffico. Alcuni dimostranti indossavano un costume che rappresenta «l’impatto catastrofico delle politiche attuali delle nazioni partecipanti alla kermesse, quelle maggiormente responsabili delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera e della distruzione degli ecosistemi». Tra gli slogan creati ed esposti sugli striscioni, da manifestanti travestiti da Måneskin, «Europollution» e «Zitti e Buoni».
Sara Centenari