IL PRESENTE. Il vivaio è il punto di forza della «San Lorenzo»

Banda di Sonico:
la giusta melodia
della Valcamonica

di Cinzia Reboni
La Banda di Sonico ha fatto della modernità organizzativa e dell’attenzione verso  gli strumentisti del futuro i suoi marchi di fabbrica
La Banda di Sonico ha fatto della modernità organizzativa e dell’attenzione verso gli strumentisti del futuro i suoi marchi di fabbrica
La Banda di Sonico ha fatto della modernità organizzativa e dell’attenzione verso  gli strumentisti del futuro i suoi marchi di fabbrica
La Banda di Sonico ha fatto della modernità organizzativa e dell’attenzione verso gli strumentisti del futuro i suoi marchi di fabbrica

Cinzia Reboni

Una Banda moderna, che guarda anche oltre i confini del proprio territorio. A Sonico il Gruppo musicale bandistico «San Lorenzo» è riuscito a «sedurre» anche strumentisti provenienti dai paesi limitrofi: un arricchimento non solo dal punto di vista artistico, ma anche sotto il profilo umano e sociale.

Dal 1990, anno della «rinascita», il cammino della Banda di Sonico è stato scandito da successi e soddisfazioni. A gestire il sodalizio un presidente - anzi un «presidentone», come chiamano qui Andrea Pelloli - che da 27 anni contribuisce con la sua passione alla crescita del gruppo. «Il primo maestro che salì sul podio nel 1990 fu Franco Laffranchini - spiega Pelloli -. Dopo di lui si sono avvicendati altri direttori: Alberti, Fenaroli, Gheza, fino a Michele Fioroni che dal giugno del 2013 è la nostra guida».

La «San Lorenzo» può contare attualmente su 37 strumentisti e su un vivaio florido. Una ventina di giovanissimi, dai 5 ai 16 anni, frequentano la scuola di musica e fanno parte della neonata Junior Band, una realtà strategica anche per la socializzazione. «All’inizio era più una lezione collettiva - spiega il maestro Fioroni -, che dava la possibilità ai ragazzi di suonare insieme. Poi pian piano la realtà è cresciuta e attualmente sta ottenendo ottimi risultati. É solo il primo step, prima di entrare nella Banda principale».

QUELLO DEL TURN OVER è un problema comune a molte Bande della provincia. «In un paese come Sonico, che non arriva nemmeno a 1300 abitanti, non si può evitare - sottolinea Pelloli -. I ragazzi spesso si spostano per motivi di lavoro o di studio, e quindi è necessario sostituirli. É un po’ lo stesso motivo per cui nella nostra formazione ci sono anche strumentisti di Edolo, Corteno, Malonno, Aprica e Cevo». Anche se «è proprio la realtà del piccolo paesino a cementare le relazioni - aggiunge il direttore Fioroni -: le associazioni sono molto frequentate, si creano amicizie e spesso i ragazzi, dopo il momento dell’impegno degli studi o del lavoro, ritornano alla base e rientrano nella Banda. É un legame che non si spezza mai del tutto. Sonico è per tutta la zona un punto di riferimento».

Da sei anni, inoltre, la Banda di Sonico seleziona «reclute» anche nelle elementari, dove «andiamo ad insegnare musica, nella speranza di trasmettere la passione ai nostri futuri eredi», spiega il presidente.

Una filosofia sposata appieno anche da Michele Fioroni, originario di Lecco dove ha iniziato a studiare percussioni all’età di 7 anni sotto la guida del padre Giovanni Luigi. Fioroni si è rivelato fin dalla tenera età un promettente talento: a 14 anni si iscrive al Conservatorio «Verdi» di Milano nella classe di tuba del maestro Eros Sabbatani e contemporaneamente si diploma al Liceo artistico «Rosso» di Lecco. Il suo curriculum è piuttosto ricco e spazia a 360 gradi: ha frequentato fra l’altro il biennio di strumentazione e direzione per Banda all’Accademia internazionale della Musica di Milano. Ha partecipato a seminari di direzione, perfezionandosi con maestri come Lorenzo Pusceddu e Jan Van der Roost, ed ha collaborato con il cantautore Davide Van de Sfroos e con numerose formazioni orchestrali. Nel 2005 è entrato a far parte dell’organico stabile della storica Banda dei Martinitt di Milano, ricoprendo il ruolo di prima tuba e successivamente quello di euphonium, e collaborando con questo gruppo alla realizzazione e registrazione del cd «El Natal del Milàn».

Nel 2008 la passione per le percussioni è riesplosa improvvisamente e Fioroni è entrato a far parte come batterista dell’Orchestra spettacolo I Luna Band di Lecco, esibendosi nelle migliori sale da ballo nazionali, svizzere ed austriache. L’anno seguente ha fondato il quartetto d’ottoni The Brass Vois e i Revolution Tuba Quartet, un gruppo composto unicamente da tube. Dal 2010 collabora stabilmente con la Civica Orchestra a Fiati del Comune di Milano; dal 2011 è diventato direttore della Banda dei Martinitt di Milano e dal gennaio 2013 maestro del Corpo musicale «Santa Cecilia» di Cabiate, in provincia di Como.

Quanto al repertorio, Fioroni sottolinea che la scelta dei brani musicali «va assolutamente bilanciata rispetto al livello di organico e alla preparazione degli strumentisti. Si tratta di un percorso finalizzato a una crescita musicale, che deve servire per mettersi alla prova costantemente, con l’obiettivo di raggiungere sempre nuovi traguardi».

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