C’è una nuova aspirante al trono del modern soul

Three Little Words Dominique Fils Aimè
Three Little Words Dominique Fils Aimè

Si era già messa in luce un paio di anni fa vincendo il Juno Award per il miglior vocal jazz album con lo splendido «Stay Tuned!»: lavoro che davvero sembrava tracciare nuove rotte sulle mappe storiche dell’epopea black, accendendo entusiasmi per la nascita di una nuova stella. Indipendente, fiera, curiosa, poco incline al consueto. Ma ora la canadese Dominique Fils Aimé sembra davvero avere tutte le carte in regola per imporsi come potenziale regina del nu-soul. In un’ottica però progressiva e intelligente, per nulla nostalgica o revivalista. Il salto di qualità rispetto al già encomiabile predecessore è del resto evidente in questo ambizioso terzo album (in uscita domani), strepitoso, seducente tour de force sonoro nel quale l’artista si misura con la grande tradizione black ‘60/’70, volando alta tra echi di Nina Simone, Etta James, Roberta Flack e Aretha Fraklin, con una personalità visionaria e dirompente che nulla ha da invidiare a quella di una Erykah Badu. Niente a che vedere insomma con le collose derive agiografiche e scolastiche tipiche di tanto modern soul che si fa presto a dimenticare: qui l’anima vibra solo di pura creatività ed emozioni. • Modulor