Kaufman, la precarietà è pop «La musica oltre le difficoltà»

Il ritorno dei bresciani Kaufman: domani l’uscita del nuovo disco della band di Lorenzo Lombardi
Il ritorno dei bresciani Kaufman: domani l’uscita del nuovo disco della band di Lorenzo Lombardi
Il ritorno dei bresciani Kaufman: domani l’uscita del nuovo disco della band di Lorenzo Lombardi
Il ritorno dei bresciani Kaufman: domani l’uscita del nuovo disco della band di Lorenzo Lombardi

Un diario sulla precarietà del quotidiano dal profondo di un periodo durissimo. Che i Kaufman vogliono raccontare senza smarrire il sorriso endemico e contagioso di una melodia pop. Accade in «Parkour (Lato A)», nuovo disco della band bresciana, in uscita domani, primo volume di un progetto che si completerà all’inizio dell’anno prossimo con il Lato B. «Ci tenevo molto a rappresentare in toto questo nostro momento di grande vitalità artistica all’insegna della contaminazione: farlo in un disco solo non era possibile - racconta Lorenzo Lombardi, cantante, autore e frontman del gruppo -. Ho sempre pensato che si debbano fare dischi quando si ha qualcosa da dire: credo che questo lavoro rappresenti bene il nuovo step della nostra carriera. Le collaborazioni intraprese con la mia attività di autore per altri ci hanno portati a contatto con un ambiente musicale per noi inedito. Un processo di confronto che ha dato vita a un’evoluzione del nostro sound, in cui il concetto di pop nato dall’indie risulta fortemente contaminato da altri stili, meno legato al classico elemento cantautorale anni ‘80 come in passato. Diciamolo: oggi al tempo di Blanco nomi come TheGiornalisti o Calcutta sembrano lontanissimi». Insomma, l’it-pop sta cambiando: ma che c’entra il Parkour? Alla base del titolo c’è l’idea che la pandemia sia stato un periodo denso di ostacoli; gli stessi che questa disciplina trasforma in appigli, in opportunità per superare le difficoltà e andare avanti. Insomma, la speranza era quella di scrivere la nostra ricetta per il superamento di un periodo durissimo. Voi come avete superato la pandemia? Scrivendo. Nel 2018 abbiamo firmato con Universal per il nostro precedente lavoro «Belmondo», due anni dopo eravamo pronti per tornare con un nuovo disco ma il Covid ha bloccato tutto. Con quello che è successo le canzoni che avevamo preparato per il 2020 non avevano più senso: abbiamo rimesso in discussione tante cose, ricominciando praticamente da zero. Fortuna che sono un autore piuttosto prolifico: il materiale perlomeno non ci mancava, come per l’appunto dimostra la scelta di pubblicare un doppio. Tante le collaborazioni in questo primo volume. Tutti portabandiera della nuova scena it-pop. Da Legno a Cimini in «Judo», il nostro nuovo singolo prodotto da Dade: inizialmente lo voleva Luca Carnoni, ma alla fine ho deciso di tenerlo. Poi Rossella Essence, produttrice di Beba, seguitissima trapper: abbiamo spaziato in mondi lontani ma riportando tutto al nostro stile con il collante della mia scrittura. Il miglioramento della situazione prefigura anche il prossimo ritorno sul palcoscenico. La scorsa estate abbiamo fatto qualche data, ma avevamo ancora la testa troppo immersa nel disco. Anche adesso in verità continuo a pensare al Lato B: è quasi pronto ma restano ancora diverse cose da fare. Alla fine credo che il tour vero e proprio comincerà solo in primavera. Non siamo ancora tornati alla piena normalità, ma ci stiamo avvicinando: una sensazione bellissima».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi

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