Kick di slancio sull’onda di un cambio di direzione

«Sweet noise»: il suono dei Kick, universo di opposti. Rumore, morbidezza
«Sweet noise»: il suono dei Kick, universo di opposti. Rumore, morbidezza
«Sweet noise»: il suono dei Kick, universo di opposti. Rumore, morbidezza
«Sweet noise»: il suono dei Kick, universo di opposti. Rumore, morbidezza

Tutto nasce dal basso e poi va su. È abisso, profondità, superficie, acquatico riverbero, schiuma mistica e fantascientifica: «Una dedica ironica alle creature che ci ingannano con il loro canto, portandoci allo schianto contro le rocce». Kick nella wave: a una manciata di settimane dall’ultima pubblica manifestazione («Setting Tina», il californianissimo mantra propiziato dall’ex bassista dei Kyuss Scott Reeder), il duo bresciano formato da Chiara Amalia Bernardini (voce, basso) e Nicola Mora (chitarre, piano elettrico, synth, campionatori) torna a infrangere l’onda con un singolo nuovo di pacca, che spiana la strada al disco della metamorfosi, «Light Figures», in arrivo per Anomic Records/Dischi Sotterranei/Sour Grapes. Medesime coordinate artistiche e geografiche - tra Berlino, Manchester, rock desertico e turbolenze suburbane - che introducono l’andamento sghembo e magnetico di «Sirens never sleep», traccia in bilico fra post-punk, no-wave e sintomatico mistero. (...)

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