MUSICA

La Pfm s’ispira a Blade Runner e torna a suonare a Brescia

di Claudio Andrizzi
Franz Di Cioccio: batterista, cantante, frontman della Premiata Forneria Marconi AGENZIA FOTOLIVE
Franz Di Cioccio: batterista, cantante, frontman della Premiata Forneria Marconi AGENZIA FOTOLIVE
Franz Di Cioccio: batterista, cantante, frontman della Premiata Forneria Marconi AGENZIA FOTOLIVE
Franz Di Cioccio: batterista, cantante, frontman della Premiata Forneria Marconi AGENZIA FOTOLIVE

Un nuovo concept ispirato a Philip K. Dick e Blade Runner. Un unico filo narrativo per raccontare le ombre di una società sempre più soffocata dal predominio del computer. E un inatteso ritorno a Brescia, per restituire alla città un concerto più volte rimandato per il Covid. Grandi novità dal quartier generale della Premiata Fornieria Marconi: la storica band capitanata oggi da Franz Di Cioccio e Patrick Djivas torna in scena venerdì 22 ottobre con il nuovo album «Ho sognato pecore elettriche/I dreamed of electric sheep», in uscita in tutto il mondo nella doppia versione in italiano ed inglese. Lavoro di respiro internazionale grazie anche alla presenza fra gli ospiti di due giganti del prog-rock come Ian Anderson (leader dei Jethro Tull) e Steve Hackett (già chitarrista dei Genesis) nel brano «Il respiro del tempo/Kindred Souls». La settimana successiva, la band arriverà a Brescia per il primo grande evento live della stagione autunno-inverno ‘21/22: è confermato l’appuntamento di sabato 30 ottobre al Gran Teatro Morato di via San Zeno con lo spettacolo «Pfm Canta De André», annunciato ancora in epoca pre-Covid, più volte rimandato, ora finalmente programmato dopo la riapertura dei teatri con massima capienza: i biglietti già acquistati restano ovviamente validi ma ce ne se sono altri già disponibili in prevendita su Ticketmaster e Fasticket. Serata quindi attesa a lungo con lo show celebrativo per il quarantennale del fortunato sodalizio Pfm-De André concretizzatosi nel tour congiunto del 1979, sfociato anche in un disco di enorme successo. A quell’epopea (oltre che all’album «La Buona Novella», cui i componenti della Premiata avevano collaborato quando ancora si chiamavano I Quelli) attingerà prevalentemente quindi il concerto di sabato. «È un concept perché i brani possono stare tutti in fila, creando una storia – ha detto ieri Franz Di Cioccio a Milano presentando il disco alla stampa -. È un modo per capire la realtà. È questo che intendiamo oggi per rock progressivo: per noi significa libertà, riuscire a dare valore alla musica, elaborando nuovi suoni, senza rimanere fermi sulle cose del passato». Nel titolo il palese riferimento al romanzo «Do androids dream of electric sheep» di Dick ed alla sua trasposizione cinematografica nel superclassico «Blade Runner». «La narrazione attraversa il mondo contemporaneo interrogandosi su dove stiamo andando – spiega la band -. Oggi viviamo sul pianeta Terra e contemporaneamente su un altro pianeta parallelo e invisibile, in un mare di giga, nell’arcipelago degli algoritmi. Iperattivi, iperconnessi, ma il lato B del cambiamento segnala una carenza di tempo da dedicare a noi stessi. Anche sognare sta diventando una cosa rara in questa grande corsa della società e della vita». Così si dipana una trama musicale alla quale ha portato il suo contributo anche un ex Premiata come Flavio Premoli oltre a Luca Zabbini, leader dei Barock Project. «Già non vedo l’ora di fare il prossimo disco – dice Di Cioccio -. Ma quello che mi guida è l’entusiasmo: non siamo contro la tecnologia, ci lascia solo perplessi il fatto che una grande scoperta venga usata nel modo sbagliato».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA