Sokolov, Grande ritorno di un repertorio immenso

Grigory Sokolov:  71 anni, russo, è uno dei massimi pianisti viventi sulla scena internazionale
Grigory Sokolov: 71 anni, russo, è uno dei massimi pianisti viventi sulla scena internazionale

Ecco arrivare uno dei concerti più attesi di questo 58° Festival pianistico: stiamo parlando del recital che alle 20 di stasera al Teatro Grande terrà Grigory Sokolov, appuntamento imprescindibile in questi ultimi anni per questa manifestazione. Di solito il pianista russo attende parecchio per annunciare il proprio programma – che risulta comunque e sempre graditissimo, vista la sua stupefacente capacità di affrontare un repertorio veramente immenso – ma quest’anno ha voluto dare anch’egli il proprio contributo al tema scelto dal Festival, a Chopin: così tutta la prima parte della serata è dedicata al genio musicale polacco, in particolare alle sue Polacche. Sokolov proporrà la Polacca in do diesis minore op. 26 n.1 e quella in mi bemolle minore op. 26 n. 2, quindi la Polacca in fa diesis minore op. 44 e infine la Polacca in la bemolle maggiore op. 53. Nel dittico dell’op. 26 più d’uno storico della musica ha visto l’eco dei fatti drammatici che videro vittima all’epoca la Polonia, la martoriata patria di Chopin; la Polacca op. 44 è un brano dal carattere sperimentale e all’epoca suscitò un particolare entusiasmo in Franz Liszt, anche per la sua arditezza armonica. Grigory Sokolov ha scelto per la seconda parte del suo recital al Teatro Grande un ciclo, quello dei 10 Preludi op. 23 di Sergej Rachmaninov, autore molto amato da questo interprete che ha sempre dimostrato di apprezzarne non solo le ardite soluzioni tecniche ma anche la bellezza dei temi. Nel primo dei Preludi, il Largo in fa diesis minore, Rachmaninov gioca ad esempio con l’incrocio delle mani, nel secondo con una scrittura tutta arpeggi ma sicuramente è il quinto Preludio ad essere il più famoso ed amato da parte del pubblico per quel suo carattere ardito, quasi eroico, che lo contraddistingue. Sokolov, uno dei massimi pianisti oggi sulla scena internazionale, è un artista che è praticamente impossibile confinare in un repertorio preciso, perché nella sua carriera ha non solo interpretato in concerto ma anche letto e studiato in un’attività giornaliera e instancabile un’infinità di autori e di brani: dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale ai lavori per tastiera di William Byrd, Couperin e Rameau, fino a Johann Sebastian Bach. Per non parlare di tutto il periodo Classico e Romantico, da Ludwig van Beethoven a Franz Schubert, da Robert Schumann a Johannes Brahms a Fryderyk Chopin, fino ad arrivare al Novecento di Sergej Rachmaninov, Arnold Schönberg e Igor Stravinskij. Incide per Deutsche Grammophon, per cui ha registrato ad esempio il Concerto n. 23 di Mozart con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Trevor Pinnock e il celebre Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov con la BBC Philharmonic Orchestra diretta da Yan Pascal Tortelier. Ricordiamo che il Festival registra un particolare successo di pubblico anche nelle prenotazioni: i biglietti sono esauriti per il concerto di stasera, per quello di domenica al Teatro Grande e per la maggior parte di quelli in programma al Teatro Sociale. La pagina Biglietti Brescia sul sito del Festival www.festivalpianistico.it/partecipa/biglietti-brescia/ è aggiornata con le disponibilità residue.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Fertonani

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