Caracciolo-Cellino:
prove d’intesa
per il Brescia futuro

di Vincenzo Corbetta
Andrea Caracciolo, 36 anni, e Massimo Cellino, 61, in tribuna sabato a Cittadella FOTOLIVE / Simone VeneziaAndrea Caracciolo anche in questa stagione ha garantito un bel bottino di gol: sono 13 finora
Andrea Caracciolo, 36 anni, e Massimo Cellino, 61, in tribuna sabato a Cittadella FOTOLIVE / Simone VeneziaAndrea Caracciolo anche in questa stagione ha garantito un bel bottino di gol: sono 13 finora
Andrea Caracciolo, 36 anni, e Massimo Cellino, 61, in tribuna sabato a Cittadella FOTOLIVE / Simone VeneziaAndrea Caracciolo anche in questa stagione ha garantito un bel bottino di gol: sono 13 finora
Andrea Caracciolo, 36 anni, e Massimo Cellino, 61, in tribuna sabato a Cittadella FOTOLIVE / Simone VeneziaAndrea Caracciolo anche in questa stagione ha garantito un bel bottino di gol: sono 13 finora

Andrea Caracciolo a fianco di Massimo Cellino al «Tombolato» di Cittadella. Niente di strano: il capitano del Brescia, pur squalificato, è andato in ritiro per stare vicino ai suoi compagni. Il presidente, per la terza volta in campionato, ha seguito la squadra in trasferta dopo Vercelli e Venezia. Ma il momento è particolare. Nel guardare e riguardare l’immagine dei due insieme, ci si domanda se questa vicinanza non sia in realtà una prova tecnica di rinnovo del contratto. CARACCIOLO, si sa, è in scadenza. In teoria potrebbe cercarsi una nuova squadra senza chiedere nulla a nessuno e le pretendenti non mancano: Cremonese, Entella, Foggia su tutte. Ma l’Airone continuerà ancora un anno e ha tutta l’intenzione di legarsi al Brescia. Dal canto suo Cellino, dopo qualche settimana di critiche, negli ultimi tempi si è convinto dell’importanza del centravanti in campo ma anche fuori: «Ma alla sua età è costretto a sbattersi troppo in campo», il suo commento dopo la sconfitta di Salerno, e in realtà era un preavviso di licenziamento all’allenatore Roberto Boscaglia. Caracciolo compirà 37 anni il 18 settembre. Ed è chiaro che l’accordo sarà su base annuale. Cellino e la società ci stanno lavorando da tempo. L’idea del presidente è quella di offrire all’Airone un contratto con tutti i crismi ma con la garanzia di un impiego part time. NEL PROGETTO di una squadra che, l’anno prossimo, stia stabilmente nelle prime posizioni della classifica, Caracciolo avrà un ruolo importante: dovrà garantire un certo numero di gol partendo dalla panchina, sul modello di Josè Altafini, il centravanti italo-brasiliano che nei primi anni ’70, più o meno all’età attuale di Caracciolo, fu determinante nel far vincere un paio di scudetti alla Juventus con gol decisivi in zona Cesarini da rincalzo di lusso. Un’idea che Caracciolo sta prendendo in considerazione. Ciò che conta, per l’Airone, è sentirsi al centro del progetto e potersi rendere utile a una società, a una maglia che lui ama davvero, e non certo a parole. I fatti, innanzitutto: 173 gol tra campionato e play-off, 179 con la Coppa Italia. E dopo i 14 della passata stagione, nel campionato che sta per finire è arrivato a 13. Ha ancora 2 partite per incrementare il suo bottino di capocannoniere stagionale e di tutti i tempi. E di sicuro, soprattutto sabato contro l’Empoli, si chiederanno i gol-salvezza a Caracciolo, di nuovo a disposizione dopo la squalifica. A chi, se non il simbolo di una squadra che ha attraversato un lungo periodo, fatto di poche gioie e molte sofferenze? Caracciolo ha accolto subito bene l’avvento di Cellino («Peccato non sia arrivato 10 anni fa»), che invece nei confronti del suo bomber ha usato ora la carota («Sono commosso dall’attaccamento che ha per questa maglia»), ora il bastone («Da quante partite non segna Caracciolo?»). Non resta che aspettare. Dopo la partita fianco a fianco a Cittadella, si aspetta il rinnovo. Ma prima servono i gol-salvezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA