Balotelli alla sfida
con il passato. Ma
il ritorno a «casa» è in dubbio

Mario Balotelli, a destra, insieme al presidente Massimo CellinoLa conclusione di Mario Balotelli nella sfida contro la LazioBalotelli affrontato da Gyomber nel debutto con la maglia del Monza
Mario Balotelli, a destra, insieme al presidente Massimo CellinoLa conclusione di Mario Balotelli nella sfida contro la LazioBalotelli affrontato da Gyomber nel debutto con la maglia del Monza

La presentazione ufficiale in pompa magna fissata il 19 agosto 2019 sembrava essere l’inizio di una grande storia d’amore. Il tempo ha raccontato invece che il feeling tra Mario Balotelli e il Brescia si è esaurito molto in fretta. Più di quanto ci si potesse aspettare. I titoli di coda hanno iniziato a scorrere sei mesi e mezzo più tardi in occasione del recupero contro il Sassuolo lunedì 9 marzo 2020. In quella che è stata l’ultima partita giocata da Balotelli con la maglia del Brescia. L’ultima sfida di una Serie A costretta a fermarsi per la pandemia per poi riprendere il 22 giugno con il primo dei 12 turni ancora da disputare per completare la stagione. IN MEZZO un lungo lockdown che ha sgretolato il rapporto tra Mario Balotelli e la società. Una frattura insanabile, che ha portato l’attaccante di Mompiano a finire fuori rosa dopo aver guidato da capitano la squadra, sotto la gestione Lopez, in occasione delle quattro gare precedenti lo stop (le gare del girone di ritorno contro Udinese, Juventus, Napoli e Sassuolo). Eppure le premesse sembravano incoraggianti. «Scegliere non è stato difficile - aveva dichiarato Mario Balotelli durante la presentazione -: appena ho capito che c'era questa opportunità non ho cercato altro». Tifosi entusiasti con ancora in corpo la gioia per la recente promozione in Serie A, un attaccante di caratura internazionale motivato per la nuova avventura. Si parte con il nuovo campionato, ma per Mario l’attesa sarà più lunga dei compagni. I quattro turni di squalifica rimediati in Francia con Marsiglia non permette a Eugenio Corini di disporre del proprio ariete. Poco male. Il Brescia parte con la vittoria di Cagliari per poi cedere di misura contro il Milan a San Siro e in casa col Bologna al termine di un match rocambolesco (un harakiri che ha rappresentato lo «sliding doors» negativo dell’intera stagione). Poi il successo di Udine. LA STORIA di Balotelli con il Brescia inizia a pochi passi da casa, al «Rigamonti», contro la Juventus il 24 settembre 2019. Un avversario tutt’altro che banale per lui, bresciano e milanista. La prestazione in coppia con Donnarumma è stata positiva: biancazzurri avanti dopo 4’, Mario che abbraccia per primo Alfredo dopo il gol. In barba a un dualismo che, forse, per il bene del Brescia, sarebbe stato meglio trasformare in un tandem ben assortito. Considerando le poche occasioni concesse ai due per poter giocare insieme (e con un Torregrossa spesso out a causa di problemi fisici). Pochi giorni più tardi, dopo aver accompagnato in braccio la figlia Pia sull’erba del San Paolo, segna il primo gol in biancazzurro contro il Napoli. Alla fine della sua avventura saranno 5 (compresi quelli con Verona - conditi da ululati razzisti provenienti da alcuni tifosi gialloblù -, Spal, Parma e Lazio) in 19 presenze. L’addio burrascoso e la nuova, ennesima, ripartenza. A Monza da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, da sempre suoi estimatori. Il 30 dicembre scorso l’esordio contro la Salernitana: dopo 4’ è stato subito gol. Un affaticamento al flessore lo ha portato a lavorare a parte negli ultimi giorni. La sua presenza lunedì sera è in dubbio. Qualora giocasse vedremmo un Mario con il dente avvelenato? • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Maffessoli