Brescia, dentro la crisi: senza leader e certezze il gruppo resta un rebus

di Alessandro Maffessoli
Dimitri Bisoli, 29 anni da compiere sabato, gioca nel Brescia  dall’estate del 2016: è il centrocampista biancazzurro più presente in questo campionato
Dimitri Bisoli, 29 anni da compiere sabato, gioca nel Brescia dall’estate del 2016: è il centrocampista biancazzurro più presente in questo campionato
Dimitri Bisoli, 29 anni da compiere sabato, gioca nel Brescia  dall’estate del 2016: è il centrocampista biancazzurro più presente in questo campionato
Dimitri Bisoli, 29 anni da compiere sabato, gioca nel Brescia dall’estate del 2016: è il centrocampista biancazzurro più presente in questo campionato

Gerarchie ribaltate in corso d’opera, diversi cambi di guida tecnica. E certezze perse tra episodi sfortunati, infortuni e una continuità di rendimento mai trovata. La stagione negativa del Brescia si riassume nei numeri dei protagonisti che si sono alternati sin qui in campionato sotto le diverse gestioni. Prima agli ordini di Pep Clotet, poi di Alfredo Aglietti, per poi tornare dall’allenatore catalano e passare per Davide Possanzini. E, ora, Daniele Gastaldello. Trenta giocatori schierati nel corso di questa Serie B non rappresentano un record (Venezia e Cosenza comandano sin qui con 35, in coda c’è il Frosinone con 27). Ma, osservando nei dettagli la distribuzione legata a presenze e minutaggio di ognuno dei protagonisti, rendono bene l’idea dell’incertezza legata alla leadership e alla titolarità di aluni elementi. Un esempio? Solo 10 biancazzurri hanno giocato almeno la metà dei minuti di questa Serie B (1.350 su 2.700). Uno di questi, Moreo, non fa più parte della rosa dallo scorso gennaio. Mentre un altro, Papetti, si è trovato catapultato come titolare in seguito ai guai fisici che hanno fermato a più riprese Cistana. Il leader della difesa sta vivendo un’annata tribolata, costretto a saltare due terzi di campionato a causa di tre diversi infortuni: dal problema alla costola rimediato a Como in avvio di stagione (dopo essere stato travolto da Lezzerini in uscita), alla caviglia dolorante (sostituito nel finale della gara giocata lo scorso 5 novembre in casa contro l’Ascoli), chiudendo con la fastidiosa lombosciatalgia. Nel pacchetto arretrato il più presente è risultato essere Adorni: i 2.448 minuti giocati lo portano al 19° posto tra i giocatori più presenti dell’intera cadetteria. Sopra quota 2mila c’è poi il solo Ayé, che a oggi risulta essere il biancazzurro più prolifico con i suoi 5 gol messi a segno. Curiosa la situazione del collega di reparto Bianchi: 4 gol in 28 partite ma solo 14° per minuti giocati pur non essendo stato impiegato solamente in due partite (la media dei minuti giocati a partita supera di poco i 39). Capitan Bisoli e van de Looi sono tra le colonne portanti di un centrocampo che ha visto alternarsi nei mesi altri diversi protagonisti. Su tutti Ndoj, la mezz’ala più tecnica, partito come ultima ruota del carro per il ritiro di Ronzone del luglio 2022. Ma anche Bertagnoli, elemento del quale si è evidenziata troppo poco l’assenza. La lesione del crociato anteriore ha chiuso con largo anticipo la stagione dell’ex Chievo che, al pari di Moreo, non è poi stato sostituito a dovere durante la sessione invernale di mercato. Sì, proprio quel mercato che avrebbe dovuto rafforzare una squadra in crisi di identità. Invece a oggi il centrale difensivo Coeff si è visto solo nei 90’ disastrosi di Perugia, Adryan per tre spezzoni, mentre Scavone, metronomo di qualità ed esperienza, non ha ancora assaggiato il campo.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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