Brescia, è giunta l’ora di sistemare la difesa per tenere vivo il sogno

Gliozzi batte dal dischetto Joronen, trasformando il rigore che chiude la partita: domenica scorsa il Como condannava così alla sconfitta il Brescia  FOTOLIVE
Gliozzi batte dal dischetto Joronen, trasformando il rigore che chiude la partita: domenica scorsa il Como condannava così alla sconfitta il Brescia FOTOLIVE
Gliozzi batte dal dischetto Joronen, trasformando il rigore che chiude la partita: domenica scorsa il Como condannava così alla sconfitta il Brescia  FOTOLIVE
Gliozzi batte dal dischetto Joronen, trasformando il rigore che chiude la partita: domenica scorsa il Como condannava così alla sconfitta il Brescia FOTOLIVE

Il dato è fin troppo chiaro: con questi numeri difensivi non si va in Serie A. Non servono tanti giri di parole. Il Brescia è uscito dalla sua prima sconfitta stagionale e dal primo quinto di campionato con l'urgenza di un miglioramento drastico della fase difensiva. Prendere meno gol per non essere costretti a un surplus di lavoro offensivo, cosa non sempre possibile in un campionato scorbutico come la B. Blindare la porta di Joronen per poter passare anche con il minimo scarto sui campi più difficili, una realtà a cui presto o tardi si dovrà andare incontro. Con Perugia, Cremonese, Lecce e Benevento all'orizzonte allenare la capacità di vincere 1-0 o pareggiare 0-0 è una priorità assoluta. Poi ci saranno Pordenone e Vicenza, quindi si arriverà a Natale con un altro quintetto di sfide decisive in cui difendere bene potrà dare un vantaggio: Pisa, Parma, Monza, Spal e Cittadella. Il momento del cambio di passo difensivo è adesso, non c'è tempo da perdere. Gli 1,71 gol a partita subiti in media fin qui sono un numero preoccupante, che oggi vale la sesta peggior difesa della Serie B. Nessuno negli ultimi 5 campionati è andato in Serie A con un andamento del genere. Un anno fa le 3 promosse hanno chiuso con la seconda (Salernitana, 34), terza (Empoli, 35) e sesta (Venezia, 39) miglior difesa, con una media inferiore al gol a partita per le prime due e di poco superiore (1,02) per i lagunari. Se il flop è stato il Monza, miglior difesa con 33 gol presi, l'esempio più virtuoso è stata la Salernitana, che ha compensato un attacco da centro classifica (decimo) con prestazioni difensive al top. Fuori concorso l'Empoli, miglior attacco e terza miglior difesa. Non per niente in questo momento si trova al decimo posto in Serie A. I lunghi cicli virtuosi si costruiscono così. Il Brescia di Corini lo dimostra. È stata la prima classificata di B con il peggior dato difensivo dell'ultimo quinquennio (1,16 gol a partita) e in A ha avuto la seconda peggior difesa con 79 gol presi. Tornando alla B recente, il dato migliore degli ultimi anni lo ha avuto il Benevento di Pippo Inzaghi, che ha chiuso con la miglior difesa per soli 0,7 gol subiti in media a partita, in totale 27. Differenze abissali con il Brescia attuale, che in proiezione rischia di finire la stagione con 65 gol al passivo. Di norma sono i numeri di chi retrocede, compensati da un attacco che sta facendo grandi cose. Inzaghi ha commentato la partita allargando l'orizzonte alle prime sette sfide e tracciando comunque un bilancio positivo. Di certo però sa che la promozione passa dal miglioramento dei numeri difensivi, che siano dovuti alla fase, alla crescita dei singoli o da rinforzi a gennaio fa lo stesso. Quel che conta è che si possa porre rimedio a un problema cronico. Negli ultimi 4 campionati il Brescia ha preso 53, 79, 42 e 52 gol. In totale 226 in 154 partite, per una media di 1,46 a gara. Troppi per poter pensare alla stabilità di lungo periodo in Serie A tanto desiderata dal presidente.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini

Suggerimenti