Brescia, Inzaghi ha già fatto breccia Ora tocca a Cellino

Filippo Inzaghi, 47 anni, allenatore del Brescia: il suo arrivo ha riportato grande entusiasmo nella tifoseria FOTOLIVE / Filippo VeneziaAlfredo Donnarumma, 30 anni: 25 reti nel primo campionato con il Brescia, soltanto 14 equamente distribuiti negli ultimi 2Massimo Cellino, 64 anni, presidente del Brescia
Filippo Inzaghi, 47 anni, allenatore del Brescia: il suo arrivo ha riportato grande entusiasmo nella tifoseria FOTOLIVE / Filippo VeneziaAlfredo Donnarumma, 30 anni: 25 reti nel primo campionato con il Brescia, soltanto 14 equamente distribuiti negli ultimi 2Massimo Cellino, 64 anni, presidente del Brescia
Filippo Inzaghi, 47 anni, allenatore del Brescia: il suo arrivo ha riportato grande entusiasmo nella tifoseria FOTOLIVE / Filippo VeneziaAlfredo Donnarumma, 30 anni: 25 reti nel primo campionato con il Brescia, soltanto 14 equamente distribuiti negli ultimi 2Massimo Cellino, 64 anni, presidente del Brescia
Filippo Inzaghi, 47 anni, allenatore del Brescia: il suo arrivo ha riportato grande entusiasmo nella tifoseria FOTOLIVE / Filippo VeneziaAlfredo Donnarumma, 30 anni: 25 reti nel primo campionato con il Brescia, soltanto 14 equamente distribuiti negli ultimi 2Massimo Cellino, 64 anni, presidente del Brescia

L’applausometro dei tifosi nel ritiro di Darfo decreta due vincitori indiscussi: Pippo Inzaghi e Alfredo Donnaurumma. C’è poco da sorprendersi in entrambi i casi. Inzaghi in questo momento per la piazza biancazzurra rappresenta la speranza di un futuro diverso, vincente come lo è stato l’allenatore del Brescia da giocatore: un bomber da 288 gol in carriera, con 2 Champions League e un Mondiale perle di uno sterminato palmares. E ce n’è un bisogno estremo per 2 motivi: 1) dopo un anno e mezzo di pandemia, non ancora conclusa, Brescia ha voglia di prendersi delle soddisfazioni, di potersi inebriare con la sua squadra di calcio; 2) dopo la promozione in A del 2018-19 le soddisfazioni sono state pari allo zero, tra la retrocessione immediata dalla A (un classico, purtroppo) e il fallito ritorno immediato della scorsa stagione. Inzaghi ha una credibilità personale inscalfibile. Intanto è un appassionato di calcio dal cuore puro, come testimoniano certe scelte da allenatore: dopo l’esperienza nel «suo» Milan, non certamente soddisfacente, è ripartito dalla C a Venezia; e dopo Bologna, con l’esonero, ha scelto la B a Benevento. E in entrambi i casi è stato vincente. Ed è davvero come lo descrivono: uno che il suo mondo lo vive e lo conosce davvero. Chiedetegli i dati di qualsiasi calciatore, soprattutto tra coloro che ha allenato, e vi risponderà con numeri precisi come quelli dell’Almanacco. Cellino lo ha preso proprio per questo, per riattizzare il fuoco della passione e anche per far dimenticare in fretta il congedo di Clotet, un tecnico da quasi 2 punti di media a partita. Non sarebbe stato facile da digerire senza un sostituto del peso di Inzaghi. Ma un allenatore non basta. Ora è il presidente a dover entrare in scena. Inzaghi chiede 3 rinforzi? Sottolinea che gli piacerebbe avere la rosa al completo il prima possibile? Non si tratta di capricci, ma dell’esigenza di fare le cose al meglio perché il Brescia viva una stagione da protagonista. Certo è che Cellino, dal canto suo, non si muove in un contesto facile. Il virus ha cambiato il mondo e, di conseguenza, anche il calcio. C’è davvero il rischio di andare in crisi, se non si presta attenzione ai conti. E questo il numero uno di via Solferino lo sa benissimo. Quindi, niente spese folli (Inzaghi nemmeno le pretende) ma di sicuro qualcosa, da qui alla fine del mercato (fissato a fine agosto), dovrà essere fatto. Oltre ai rinforzi richiesti dall’allenatore, Cellino ha un’altra urgenza: risolvere i troppi casi spinosi all’interno della rosa. Da Joronen a Ndoj, fino al già citato Donnarumma, che tra i tifosi gode ancora del credito per i 25 gol dell’anno della promozione ma che nelle ultime 2 stagioni, praticamente da marzo 2019, si è eclissato offrendo un rendimento insoddisfacente. Chiaro che, a una cessione, dovrà corrispondere un altro innesto oltre ai 3 richiesti dal tecnico. La pubblicazione del calendario ha fatto scattare il conto alla rovescia per il campionato. Adesso il 21 agosto, data della prima giornata, non è più così lontano. Inzaghi in panchina è sinonimo di ambizioni. Sarebbe un peccato mortale non sfruttare l’onda di entusiasmo generata dal suo arrivo. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta

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