Il Brescia sfida la corazzata e cerca la via per rialzarsi

Brescia all’assalto del Monza nel posticipo dell’ultima partita del girone d’andataPer il gruppo biancazzurro la chance di ripartire di slancio dopo 2 ko di fila FOTOLIVE
Brescia all’assalto del Monza nel posticipo dell’ultima partita del girone d’andataPer il gruppo biancazzurro la chance di ripartire di slancio dopo 2 ko di fila FOTOLIVE

Vincenzo Corbetta Il rinnovo di Davide Dionigi, il mercato che finora ha portato un acquisto tutto da scoprire e due cessioni di peso. Tralasciando il passato, il presente del Brescia è l’assalto alla corazzata Monza, che continua a comprare, comprare, comprare. Il duo Berlusconi-Galliani è una garanzia, chi ha passione milanista lo sa bene. Si gioca alle 21 e il Rigamonti vuoto in una sera di pieno inverno sarà una ghiacciaia. Toccherà al Brescia riscaldare l’atmosfera e fare in modo che la regola del «3» torni a proprio favore. Da quando Dionigi siede in panchina, infatti, a Mompiano c’è sempre una squadra che cala il tris: è successo due volte a favore (3-1 alla Salernitana e alla Reggiana) e nelle ultime due contro (1-3 con l’Empoli, 0-3 contro il Vicenza). LA SCONFITTA contro l’Empoli è stata l’inizio di una serie no interrotta solo dal colpaccio di fine 2020 a Ferrara contro la Spal. Nonostante le ambizioni che vanno e vengono (si punta alla Serie A... anzi no, l’anno prossimo), l’obiettivo è allontanarsi dalla zona calda della classifica che non è poi così lontana, e a furia di franare si rischia di precipitare. Peccato davvero che il Monza non abbia Mario Balotelli. Sai la suggestione ritrovarlo in veste di avversario dopo l’annata scorsa, che poteva essere fantastica e, invece, si è rivelata dimenticabile per tutti. Nel Monza la vecchia conoscenza biancazzurra (e da giocatore rossoblù sponda Lumezzane) sta in panchina. Cristian Brocchi nel 2016-17 guidò i biancazzurri in una delle fasi più delicate della loro storia, con una società di transizione tra la fine dell’era Corioni e l’inizio della presidenza Cellino. Brocchi partì bene ma dopo la giornata numero 30 (sconfitta a Salerno dopo un maxi ritiro a Roma, con contestazione finale dei tifosi fuori dall’Arechi) venne esonerato. La squadra era in caduta libera, aveva conquistato 31 punti. Poi arrivò Gigi Cagni, ne fece 19 nelle ultime 12 e fu salvezza diretta sul filo di lana. Nelle settimane precedenti l’esonero, Brocchi entrò nel mirino della curva che fece conoscere il suo disappunto con alcuni striscioni anche al campo di allenamento, che allora era il San Filippo. Una contestazione che andò oltre i demeriti dell’allenatore milanese, stasera per la prima volta a Brescia da avversario. DIONIGI, dal canto suo, ha avuto un’altra settimana per migliorare la condizione fisica del gruppo. E si spera che già contro il Monza se ne vedano i benefici. Il modulo sarà il 3-4-1-2, prediletto dall’allenatore. E c’è curiosità per il debutto sulla destra di Karacic, l’erede di Sabelli, ieri rimasto in panchina nel pareggio dell’Empoli (2-2) contro il Lecce di Corini. La difesa a 3 sarà composta da Papetti, Chancellor e Mangraviti: Mateju è fermo per squalifica. In mezzo, dove c’è abbondanza, Bisoli e Van de Looi sono i favoriti; sulle fasce il già citato Karacic e Martella. Davanti si torna all’antico: Spalek trequartista come ai tempi belli, Donnarumma di nuovo titolare in coppia con Ayé, tra i giocatori più in palla dal punto di vista fisico. La cornice sarà triste e fredda. Sta al Brescia sciogliere il ghiaccio che piano piano sta avvolgendo il cuore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA