Ora la cooperativa del gol aspetta le reti dei difensori

Mehdi Leris, 23 anni: sua la prima rete del Brescia al Moccagatta
Mehdi Leris, 23 anni: sua la prima rete del Brescia al Moccagatta
Mehdi Leris, 23 anni: sua la prima rete del Brescia al Moccagatta
Mehdi Leris, 23 anni: sua la prima rete del Brescia al Moccagatta

Dieci e lode. Dieci gol in tre partite. Ma quando mai? Il Brescia segna e lo fa a raffica, centra il bersaglio senza sosta e lucida i suoi gioielli. Una vocazione per la manovra offensiva che impressiona e determina. Ma a questo punto è lecito attendersi brillanti anche dallo scrigno che sta più dietro, dalle parti della porta. Perché una corazzata come quella biancazzurra non può escludere di cannoneggiare gli avversari anche attaccandoli con i suoi elementi difensivi. Dalle retrovie può arrivare il contributo che ancora non c’è ad una manovra offensiva che peraltro se la cava benissimo e produce, eccome, in zona gol. Dieci reti, si diceva. Su quattro punte finora hanno giocato tre, perché Ayé è infortunato. Bajic ha aperto l’annata con una doppietta, inaugurandola nel migliore dei modi. Moreo si è presentato a Mompiano timbrando subito, Palacio ha chiuso i conti sabato ad Alessandria. Mezze ali e trequartisti, del resto, non sono da meno. Anzi. Jagiello è una miniera di gol e di assist, Tramoni idem. Anche Leris si è sbloccato, ma già prima di segnare era risultato un fattore decisivo per gli attacchi bresciani. Uno che in Serie B pare esserci per sbaglio, di sicuro di passaggio. E anche van de Looi, in netto progresso rispetto all’inizio balbettante della scorsa stagione, è diventato un’arma letale anche davanti. La doppietta al Cosenza l’ha posto sotto i riflettori. E l’olandese può rendersi pericoloso anche con i suoi movimenti sui calci piazzati, che sa tirare, ma è anche pronto a sfruttare a dovere proponendosi in area da attaccante aggiunto. Ma i difensori? Sono attesi a nuove prodezze. Perché Cistana e Mangraviti (per restare al tandem bresciano titolare, senza dimenticare i centrali di riserva Chancellor e Papetti) già in passato hanno dimostrato di saperci fare nell’area avversaria. E i terzini, Mateju e Pajac ma in prospettiva pure Karacic e Huard sono chiamati a crossare, sì, ma non sono esentati per sempre dal tentare la conclusione, l’inserimento dopo una triangolazione con i compagni d’attacco. Questo Brescia che è due squadre in una ha risorse in grado di fare la differenza in ogni reparto. L’imbarazzo della scelta che Inzaghi voleva, da tecnico avveduto ed esperto qual è, si traduce in una cooperativa del gol. Ma anche nella possibilità di variare il tempo a seconda dall’avversario e del momento della partita. È un’ottima premessa per un campionato lungo e impegnativo come la Serie B, con una missione da compiere chiamata promozione. Missione possibile, a maggior ragione se si sfruttano al meglio tutte le armi a disposizione.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi

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