Sogno Cellino, linea verde per il bis Così tre anni fa fu promozione

Filippo Inzaghi, 48 anni: ha portato in B il Venezia e in A il Benevento
Filippo Inzaghi, 48 anni: ha portato in B il Venezia e in A il Benevento
Filippo Inzaghi, 48 anni: ha portato in B il Venezia e in A il Benevento
Filippo Inzaghi, 48 anni: ha portato in B il Venezia e in A il Benevento

A Massimo Cellino non si può dire che faccia difetto la chiarezza. Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il presidente del Brescia dice una frase-chiave: «Inzaghi vuole i trentenni, io non sono d’accordo». È un messaggio fortissimo all’allenatore e a tutto l’ambiente. È soprattutto una strategia, anzi «la» strategia non solo per questa sessione di mercato ma per il futuro: se il calcio italiano vuole sopravvivere, deve darsi una regolata. E puntare sulla valorizzazione dei giovani: a chilometro zero o scovandoli altrove. Cellino è sempre stato attentissimo all’equilibrio nei conti societari. Dal Cagliari al Leeds, ha sempre coniugato la qualità e i risultati con i bilanci. A Cagliari ha disputato 17 campionati di A sui 22 complessivi, centrando anche una semifinale di Coppa Uefa. A Leeds, pur non centrando la promozione in Premier League, ha gettato le basi per il risanamento economico di un club disastrato, vendendola pulita nel 2017 all’uomo d’affari Andrea Radrizzani. Persino la terribile stampa inglese, spesso oltre il caustico nei giudizi sull’imprenditore sardo, glielo ha riconosciuto. Cellino non è mai stato uno da spese pazze. Ha fatto scommesse su allenatori (la categoria dovrebbe essergli grata a vita per come fa girare il mercato del lavoro...) e giocatori, vincendo e perdendo come è normale in una storia dirigenziale che dura ormai da 30 anni. Tornando al presente, Cellino ha scelto la linea verde sul mercato. Il presidente non rinuncia affatto all’esperienza, non lo ha mai fatto. In estate, su sollecitazione del suo allenatore, ha acquistato il 39enne Palacio. E gli arrivi di Moreo (3 campionati vinti), Bajic (artefice della salvezza dell’Ascoli con 12 reti), le conferme di Bisoli e Joronen dimostrano che Cellino non pensa di poter vincere solo con i giovani. Perché il punto è questo: l’obiettivo del presidente è il ritorno in Serie A, nel campionato che garantisce introiti consistenti in primis dai diritti televisivi e che, se gestiti come si deve (e Cellino ne è capace), assicurano a una società l’autofinanziamento continuo e, dunque, la possibilità di restare a lungo tra le grandi. La sopravvivenza. La prolungata pandemia, con i mancati incassi dal botteghino e la contrazione degli sponsor, ha indotto Cellino a rafforzare la linea verde e non c’è possibilità di controbattere: tutti in società si devono adeguare, a partire dall’allenatore che, a detta di Cellino, «vuole i trentenni». Esperti come Benali e Viola, che SuperPippo ha avuto a Benevento nella trionfale promozione del 19-20, sono sicuramente più appetibili e scatenano di più la fantasia. Ma alzi la mano chi, in estate, conosceva Tramoni, classe 2000, tra i migliori finora? O Bertagnoli, nato nel ’99, perno del centrocampo, uno degli inamovibili di Inzaghi? Nel 2018-19 due dei cardini dell’ultima promozione in Serie A furono il 21enne Cistana, al primo campionato da titolare in B, e il 18enne Tonali, che era agli inizi. La linea verde, dunque, ha un duplice obiettivo: centrare il bis di 3 anni fa per garantire il futuro al Brescia. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta