Sono gli altri che devono avere paura non noi...

Avrei voluto scrivere della supremazia bresciana, del Cidneo e del Castello che, con la stessa tenacia con cui la rocciosa Brescia respinse gli attacchi di Federico II (detto stupor mundi) nel 1238, avrebbe trionfato anche contro la Repubblica marinara di Pisa. Ed invece devo commentare una sconfitta che davvero fa molto male, per come è maturata. Capisco il rispetto per l’avversario, l’attenzione a non fare errori, ma non il timore. Noi siamo il Brescia - lo disse lo stesso Inzaghi - e questo dobbiamo essere. Il Brescia, la Leonessa, che attacca ed aggredisce, senza paura, vada come vada. Dobbiamo giocare con serenità, senza paura, aggredendo e attaccando, andando a comandare. Sono gli altri che ci devono temere, non il contrario. Infatti il Pisa, da sempre avversario ostico, quando ha capito di essere temuto, ha trovato il coraggio di aggredire una Leonessa che sembrava un gattino impaurito, senza la felinità che l’aveva quasi sempre contraddistinta. Ed è questo che fa male. Si può perdere la battaglia, ma non il coraggio di combatterla con il sangue agli occhi. Pensare che la sera prima dopo aver visto Donnarumma avventarsi come un rapace su Gabriel (2-2) e la prodezza di Partipilo a sancire il 3-3 della Ternana a Lecce pregustavo di poter citare ancora «Alla Vittoria» di Carducci. Un amico salentino mi ha ironicamente chiesto: «Alberto, palo di Caracciolo, rigore non dato a Lucca, ma gol di Sibilli. E la fortuna che aiuta gli audaci non c’era?». Gli ho semplicemente risposto che non siamo per nulla stati audaci. Punto. Nessun dramma e siamo ancora in zona A diretta, al 2° posto, davanti al Lecce e dietro al Pisa. Ma noi siamo il Brescia e dobbiamo continuare ad esserlo, senza paura di nessuno. Come diceva Carducci, appunto, «beverata nel sangue nemico». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Bicocchi