Tonali inventa,
Papetti segna.
Un gol per diventare grande

Andrea Papetti, da due giorni maggiorenne, esulta dopo aver segnato il suo primo gol in serie AI giocatori del Brescia festeggiano la preziosa vittoria ottenuta contro il Verona:la salvezza torna un obiettivo perseguibile SERVIZIO FOTOLIVE/Simone Venezia, Fabrizio Cattina
Andrea Papetti, da due giorni maggiorenne, esulta dopo aver segnato il suo primo gol in serie AI giocatori del Brescia festeggiano la preziosa vittoria ottenuta contro il Verona:la salvezza torna un obiettivo perseguibile SERVIZIO FOTOLIVE/Simone Venezia, Fabrizio Cattina

Gian Paolo Laffranchi Tu chiamali, se vuoi, millennial. Il motore del 2000 costruisce, il gigante del 2002 completa l’opera. Sandro Tonali in cabina di regìa, Andrea Papetti al posto di comando. Lassù, dove si fa la differenza. Più in alto, dove si segna e si vince. Non poteva sognare un regalo di compleanno migliore, Papetti. Diciott’anni compiuti venerdì e festeggiati domenica al Rigamonti, che dopo il suo stacco di testa è parso perfino meno vuoto. Il Brescia non vinceva dal 14 dicembre scorso, e fu 3-0 al Lecce. Doveva aspettare evidentemente un’altra sfida con una neopromossa, per quanto lanciata in orbita quanto il Verona. Doveva, soprattutto, attendere il grande salto del suo ragazzo più giovane e promettente. L'ASSE VINCENTE del nuovo corso, battezzato non solo dagli esperimenti tattici di Diego Lopez che ha adottato un 4-4-2 logico e compatto, senza farsi scoraggiare dalla scoppola epocale di San Siro, si regge sulle gambe forti di un duo dal futuro assicurato. Tonali è destinato a grandi palcoscenici ed è arcinoto. Se non sarà Inter sarà Juventus, non si scappa. Sarà comunque corsa-scudetto, sogno-Champions. Niente a che vedere con i patemi della lotta-salvezza. Adesso il play della Nazionale non è al top, tiene l’anima coi denti, è sotto peso e fuori forma. Ma l'inventiva non gli manca e l’invenzione arriva sempre. Era stato così perfino a Milano, quando sullo 0-0 aveva mandato in porta Donnarumma (invano) prima della pioggia di reti nerazzurre. È così nel derby con l’Hellas, sbloccato da un angolo dei suoi. Mancava giusto il gol a Papetti per coronare la crescita del suo 2020 in controtendenza. La rete che indirizza la sfida con i veneti è bella e non casuale. Conferma e impreziosisce una prova matura, incoraggiante. Papetti gioca a testa alta. Non ha paura di nessuno. Mostra concentrazione feroce e non si lascia superare facilmente, è l'ultimo baluardo e si rivela il primo attaccante capace di colpire a oltre 200 giorni dall’ultimo successo. Sei mesi fa nessuno avrebbe pronosticato un’esplosione del genere. Si verifica in una fase della stagione avanzata, con la strada in salita ma il traguardo non ancora irraggiungibile. È fondamentale a maggior ragione viste le assenze di Cistana (chissà quando tornerà) e di Chancellor (vicino al rientro), con l’altro centrale Mateju reinventato in mezzo dopo anni da terzino e i ricambi poco utilizzati perché a fine carriera (Gastaldello) o acerbi (Mangraviti). A diciott’anni Papetti non sembra affatto un ragazzino. E nell’abbraccio a Lopez c’è la gratitudine verso l'allenatore che da ex difensore non ha faticato a intravederne le qualità. Gli chiedeva di chiudere i varchi, blindando una difesa troppo spesso perforata. Non pretendeva che vestisse anche i panni del bomber. Lo ha fatto al momento giusto, su invito del 2000 più esperto del calcio italiano. Tonali assist, Papetti gol e il Brescia rinasce. Un vento nuovo che allontana i fantasmi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA