serie b

Brescia, ma vuoi davvero la tua squadra in serie A?

di Vincenzo Corbetta
Sabato la sfida del turno preliminare dei play off contro il Perugia. Ma la città sembra di ghiaccio. Prevendita fiacchissima, pessimismo diffuso per la mancata promozione diretta
Lo stadio Rigamonti strapieno il 13 giugno 2010 per la finale di ritorno dei play-off contro il Torino: il Brescia vinse per 2-1 e conquistò la promozione in Serie A. AGENZIA FOTOLIVE
Lo stadio Rigamonti strapieno il 13 giugno 2010 per la finale di ritorno dei play-off contro il Torino: il Brescia vinse per 2-1 e conquistò la promozione in Serie A. AGENZIA FOTOLIVE
Lo stadio Rigamonti strapieno il 13 giugno 2010 per la finale di ritorno dei play-off contro il Torino: il Brescia vinse per 2-1 e conquistò la promozione in Serie A. AGENZIA FOTOLIVE
Lo stadio Rigamonti strapieno il 13 giugno 2010 per la finale di ritorno dei play-off contro il Torino: il Brescia vinse per 2-1 e conquistò la promozione in Serie A. AGENZIA FOTOLIVE

Eppure c’è tutto per farcela. Eppure la mancata promozione diretta non è una sentenza inappellabile, come dimostra il trionfale precedente del 2009-2010. Eppure non si muove. Anzi, non si smuove. Brescia intesa come città, come piazza. Alzi la mano chi, in questi giorni, ha visto un segnale, un incoraggiamento urbi et orbi di istituzioni, personaggi famosi, i cosiddetti vip: forza, riportate Brescia in Serie A! Aspettiamo fiduciosi. In questo momento il Brescia è solo. Sabato ci sarà la Curva Nord stracolma, ribollente di tifo e passione, come sempre. In casa e in trasferta, in saecula saeculorum. Per il resto? Al Rigamonti la sfida secca dei play-off contro il Perugia vale la semifinale contro il Monza. Al Brescia basta il pareggio, in virtù del miglior piazzamento in campionato (5° contro 8°). E ci si aspetta il Rigamonti strapieno, colorato di bianco e di azzurro, sostenitore nel vero senso della parola. La squadra a lungo è rimasta nelle prime due posizioni. Non ce l’ha fatta e la delusione è di tutti. Ma ingigantirla, renderla una sentenza inappellabile per l’esito dei play-off è il modo più sicuro per non centrare l’obiettivo. Chissà se Brescia vuole la sua squadra in Serie A.

Chissà quando si vedranno fatti concreti sul nuovo stadio, ad esempio: da Corioni in poi, è rimasto tutto lettera morta. Si è andati avanti con rassegnazione tra un campionato di B e l’altro, ogni tanto qualche apparizione fugace in Serie A, come nel 2019-20. L’ascensore è la storica specialità biancazzurra. Non come in città vicine, dove la passione per la squadra di casa è enorme e i risultati si vedono, tra prolungate esperienze in Europa e non banali permanenze in A. La società ha fatto il suo per agevolare gli abbonati, per mantenere i prezzi abbordabili. Per ora non è servito.

Negli ultimi anni l’unico modo per riempire il Rigamonti sono stati i biglietti gratis di curva e gradinata e le tribune a 5 euro per la sfida-salvezza con il Trapani all’ultima del campionato 2016-17. Facile così! Ieri mattina, nel negozio ufficiale di via Solferino, c’era il vuoto. La prevendita è fiacca, direttamente proporzionale al pessimismo, alla rassegnazione che in città si tagliano come il coltello. La scusa è sempre buona. Una volta era colpa di Corioni, poi quando Corioni non c’era più nemmeno uno come Marco Bonometti, mai ringraziato abbastanza, ha reso le acque meno stagnanti. È arrivato Cellino, e non si può dire che in questa stagione non abbia fatto di tutto per la promozione diretta: due allenatori quotati (Inzaghi, Corini), una campagna acquisti mirata e di qualità in estate e a gennaio. Eppure c’è la A da conquistare. Eppure le qualità per farcela ci sono. Eppure... Brescia non si sta muovendo per la sua squadra nemmeno in un momento così. Che gioia sarebbe essere smentiti... •. © RIPRODUZIONE RISERVATA