Colbrelli, azzurro Europa: «A Trento per dire la mia»

Sonny Colbrelli esulta sul traguardo dell’ultima tappa del Benelux Tour: domenica sarà in gara a Trento
Sonny Colbrelli esulta sul traguardo dell’ultima tappa del Benelux Tour: domenica sarà in gara a Trento
Sonny Colbrelli esulta sul traguardo dell’ultima tappa del Benelux Tour: domenica sarà in gara a Trento
Sonny Colbrelli esulta sul traguardo dell’ultima tappa del Benelux Tour: domenica sarà in gara a Trento

Meno tre: sono i giorni che mancano al campionato europeo di Trento, con il valsabbino Sonny Colbrelli nel ruolo di punta azzurra insieme a Matteo Trentin. Il passista-veloce della Bahrain Victorious è in grandi condizioni e l’ha ampiamente dimostrato al Giro del Benelux, dove è stato primo e due volte secondo dalla quinta alla settima tappa e soprattutto vincitore assoluto, primo italiano a riuscirci. Forse solo al Mondiale di Ponferrada era giunto così in forma a un appuntamento di livello internazionale. Evidentemente il mese trascorso a Livigno per curarsi la borsite al ginocchio sinistro, e per pianificare la seconda parte della stagione, sta dando i frutti sperati. «Lo penso anch’io - conferma il cobra -. Ho potuto fare tutto con calma e soprattutto con la serenità che mi ha dato la mia famiglia: con me sono saliti a Livigno la mia compagna Adelina e i nostri figli Vittoria e Tomaso. Dopo aver girato a lungo il mondo senza vederli, mi sono lasciato cullare dalla loro presenza e ora sono davvero in grado di andare a mille». L’impresa al Benelux Tour ha confermato il suo stato di grazia proprio in odore di due eventi internazionali (a fine mese si correrà il Mondiale nelle Fiandre). Soprattutto quello che ha sorpreso è stato il modo con il quale ha vinto la corsa a tappe nei Paesi Bassi. «Quello che ho fatto al Benelux non l’avevo mai fatto in carriera. Anche se al campionato italiano di Imola son andato in fuga con Fausto Masnada, che poi ho battuto allo sprint. Ma il successo nella sesta tappa del Benelux Tour credo che mi rimarrà nel cuore per sempre». Certo è che quel Matej Mohoric che domenica sarà tra i suoi avversari ha avuto una parte importante nel suo trionfo. «Certamente. Quando abbiamo deciso di andare all’arrembaggio con Marc Hirschi, il traguardo era davvero molto lontano. E quando abbiamo constato che lo svizzero cominciava a balbettare, Matej ha dato una violenta accelerata. A quel punto siamo rimasti noi due e successivamente me ne sono andato da solo: che giornata!». Ma ora è tempo di voltare pagina: l’Europeo è dietro l’angolo. «Non vedo l’ora di partire, perché sento di poter onorare la maglia azzurra. Il percorso è molto duro anche se il chilometraggio è contenuto. Spero di trovarmi al posto giusto nel momento giusto. In una corsa di un giorno può capitare di tutto». È pronto ad accendere la miccia? «Da sempre mi piace fare la corsa davanti. Tante volte ho pagato il dispendio di energie, ma qualche volta mi è andata bene, come ad esempio nei Paesi Bassi qualche giorno fa». Il tracciato è di quelli che non ammettono repliche: per puntare al podio bisognerà vigilare con attenzione e soprattutto non perdere di vista gli antagonisti maggiori. «Lo sappiamo benissimo. La nostra Nazionale può puntare su un organico molto buono, con Matteo Trentin capitano in corsa con il quale credo parlerò a più riprese per pianificare il finale. Matteo è un grande e l’ha ampiamente dimostrato. È un ragazzo intelligente con qualità tecniche e agonistiche sopra la media. Confido molto nella sua collaborazione. Ovviamente sono pronto a offrirgli la mia». Come nello Yorkshire un paio di anni fa. «Esattamente. Matteo era in fuga con la possibilità di vincere il Mondiale e io sono stato ai patti rompendo i cambi degli inseguitori. Purtroppo non ha vinto anche se l’avrebbe meritato, mentre io mi sono dovuto accontentare dell’undicesimo posto ma con la coscienza tranquilla perché ho fatto la mia parte». Come ha più volte sottolineato il Ct Davide Cassani. «Quando si indossa la maglia azzurra bisogna correre per far vincere il nostro Paese e mettere da parte le ambizioni personali. L’ho sempre fatto e sono pronto a farlo anche domenica». Oltre a lei e Trentin, la formazione guidata da Cassani, con il suo vice Marco Velo, può puntare su altri corridori da podio? «Credo proprio di sì. Gianni Moscon che corre in casa come Trentin se è in giornata può fare l’impresa. Credo sarà protagonista anche Andrea Bagioli. Mattia Cattaneo pure dovrebbe fare bene e magari andare all’attacco da lontano. E non dimentichiamo un fuoriclasse che si chiama Filippo Ganna. La nostra sarà la squadra da battere: su questo sono sicuro al cento per cento». Il titolo europeo però fa gola a tanti avversari, tra i quali anche quel Mohoric che per il resto della stagione le è a fianco nella Bahrain. «Credo che Matej sarà uno degli avversari più duri da battere perché è in grandi condizioni». Ma non sarà il solo avversario da prendere con le pinze. «Sicuramente. Occhio ad esempio anche a Tadej Pogacar, in grado di fare la differenza su tutti i tipi di percorso. Mi aspetto anche una buona prestazione dai belgi: Remco Evenepoel, Philippe Gilbert e compagnia bella». L’anno scorso Giacomo Nizzolo vinse il campionato italiano e poi l’Europeo. Che ci possa riuscire anche Colbrelli? «Mamma mia... sarebbe fantastico ma voglio volare basso. Se in corsa sentirò la gamba giusta sicuramente non mi tirerò indietro. Non l’ho mai fatto e non lo farò certo stavolta, a pochi chilometri da casa». Pur abitando a San Felice del Benaco, gli è rimasto nel cuore Casto, dove risiedono mamma Fiorelisa, papà Federico, il fratello Thomas e i tanti tifosi del fan club che probabilmente saranno a bordo strada domenica per applaudirlo. Tra una fetta di polenta e il canonico spiedo ci sarà spazio per spingerlo verso l’impresa. E chissà che la festa non sia davvero completa...•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini

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