Fanchini, delusione
iridata. In discesa
lontana dalle big

Elena Fanchini in azione sulle nevi svizzere: una gara deludente per la campionessa di MontecampioneVenier, Stuhec e Vonn: il podio della libera mondiale di Saint Moritz
Elena Fanchini in azione sulle nevi svizzere: una gara deludente per la campionessa di MontecampioneVenier, Stuhec e Vonn: il podio della libera mondiale di Saint Moritz
Elena Fanchini in azione sulle nevi svizzere: una gara deludente per la campionessa di MontecampioneVenier, Stuhec e Vonn: il podio della libera mondiale di Saint Moritz
Elena Fanchini in azione sulle nevi svizzere: una gara deludente per la campionessa di MontecampioneVenier, Stuhec e Vonn: il podio della libera mondiale di Saint Moritz

Le lacrime di gioia di Bormio-Santa Caterina Valfurva 2005 dodici anni dopo a Saint Moritz 2017 si sono trasformate in lacrime di rabbia: Elena Fanchini è stata solo quattordicesima nella sua sesta discesa libera mondiale che ha definitivamente consacrato la slovena Ilka Stuech, prima, davanti all’austriaca Stephanie Venier e alla fuoriclasse americana Lindsey Vonn. Solo quarta con 7/100 di ritardo dalla Vonn l’azzurra Sofia Goggia, straordinaria fino a una quindicina di secondi dal traguardo quando era certissima di una medaglia, fors’anche quella d’oro. Verena Stuffer e Johanna Schnarf si sono classificate al diciannovesimo e ventiduesimo posto.

Per l’Ital-jet una enorme delusione, per Brescia-jet una giornata da dimenticare perché oltre alla batosta subita da Elena Fanchini nemmeno la Goggia cresciuta al Rongai Pisogne di Enrico Serioli ha centrato il podio. A completare l’opera c’è anche l’infortunio in allenamento di Lara Gut che vanta numerosi tifosi a Zone, dove sua mamma Gabriella Almici è nata e spesso soggiorna.

Elena Fanchini ha subito una cocente sconfitta. Che potesse fallire la zona medaglia poteva anche essere messo in preventivo, ma che buscasse dalla Stuech 1.54 nessuno se lo attendeva perché in questo periodo Elli sta sciando bene. E anche sulla pista Engadina non si è smentita: ha affrontato i salti con una certa sicurezza e solo un paio di volte ha spigolato la pista senza però compiere errori importanti. L’unico neo è la scarsa leggerezza con la quale ha tentato di assorbire i dossi ricoperti da un pulviscolo di neve che ha reso la pista aggressiva, ragione per cui lo spigolo ha fatto pressione facendole perdere un po’ di velocità. Il diciottesimo tempo successivo l’ha rispedita indietro di tre posti. Poi è stata nona riguadagnando la dodicesima posizione, recuperando anche 6/100 alla Stuech. Poi però ha fatto come i gamberi e con il diciassettesimo tempo ha concluso quattordicesima con la ventesima velocità: 121,900 Km/h.

«QUANDO HO tagliato il traguardo ero convinta di aver ottenuto un ottimo risultato. Invece quando ho visto il display ho capito di aver perso forse l’ultima occasione per conquistare un’altra medaglia iridata dopo quella del 2005 a Santa Caterina Valfurva. Questo potrebbe essere il mio ultimo mondiale perché il 30 aprile compirò trentadue anni e quindi sono davvero arrabbiata e demoralizzata».

La sorella Nadia la abbraccia e la rincuora ma le lacrime le scendono copiose sul viso. «Stavo benissimo di testa, le ginocchia erano okay e c’erano tutti i presupposti per una grande performance, invece mi ritrovo con un piazzamento quasi anonimo. Probabilmente mi è mancata la sicurezza per rischiare il tutto per tutto. L’infortunio di Nadia non l’ho ancora del tutto metabolizzato. E ancora una volta nella parte alta di questa pista ho pagato dazio».

Solo dopo un paio d’ore Elli ritrova un briciolo di serenità, e a chi le dice che sarà al via del mondiale di Are 2017 e Cortina D’Ampezzo 2021 risponde con un sorriso grande così. E’ già qualcosa. Sua sorella Nadia l’ha seguita durante la discesa e ha sofferto con lei. «Sono venuta a Saint Moritz per fare il tifo per Elena e le altre azzurre. Meglio essere in pista perché rimanere a guardare è una sofferenza incredibile. Come sto? Abbastanza bene, domani vado alla clinica Città di Brescia per sottopormi ad accertamenti radiografici».

Angiolino Massolini

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