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Feralpi Salò, una scalata da vertigine

di Sergio Zanca
LEGA PRO. LA FEDERAZIONE HA RATIFICATO IL RIPESCAGGIO DEI GARDESANI TRA I PROFESSIONISTI, GIÀ SICURO DOPO LA BOCCIATURA DELLA PISTOIESE DA PARTE DEL TAR
Tutto è iniziato con la presidenza di Ebenestelli «In otto anni raggiunti risultati eccezionali A Pasini lascio una società veramente unica» ALDO EBENESTELLI

 Aldo Ebenestelli insieme ai dirigenti della Feralpi Salò: alla sua destra il direttore sportivo Eugenio Olli e il presidente Giuseppe Pasini
Aldo Ebenestelli insieme ai dirigenti della Feralpi Salò: alla sua destra il direttore sportivo Eugenio Olli e il presidente Giuseppe Pasini

 Aldo Ebenestelli insieme ai dirigenti della Feralpi Salò: alla sua destra il direttore sportivo Eugenio Olli e il presidente Giuseppe Pasini
Aldo Ebenestelli insieme ai dirigenti della Feralpi Salò: alla sua destra il direttore sportivo Eugenio Olli e il presidente Giuseppe Pasini

Adesso il cerchio è chiuso. Dopo la sentenza del Tar del Lazio che aveva bocciato la Pistoiese, ieri il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, e quello della Lega Pro, Mario Macalli, hanno ufficializzato il ripescaggio della Feralpi Salò in Seconda Divisione, l'ex C2. I gardesani entrano così per la prima volta in assoluto nel mondo dei professionisti. Abete ha concesso dieci giorni di tempo per stipulare i contratti, e cioè confermare i giocatori già tesserati come dilettanti o acquistarne di nuovi.
LA «X» è dunque sparita dalla composizione del girone A. Il calendario si conoscerà solo domani mattina. Per quanto riguarda la Coppa Italia, rinviato a mercoledì 2 settembre l'impegno esterno con la Sambonifacese (per l'allenatore Claudio Ottoni si tratterà di un confronto col suo recente passato), la Lega deve stabilire se far giocare domenica allo stadio «Turina» la gara col Sudtirol Alto Adige, se rimandarla o dirottarla altrove. Intanto la Feralpi Salò festeggia la promozione oggi alle 18, nell'amichevole col Brescia.
Aldo Ebenestelli, sposato, due figli (un maschio e una femmina), nonno felicissimo di un piccolino di due anni, ha quindi completato una parabola ricca di successi. La sua avventura è iniziata otto anni fa, con l'unione tra il Salò e il Valsabbia, che militavano (entrambe) in Eccellenza. «Sono entrato nel 2001, un po' per caso e un po' per amicizia - rammenta- . Io di calcio conoscevo poco o nulla, ma ho risposto alle sollecitazioni di tanti amici e del direttore sportivo Eugenio Olli. Abbiamo stilato programmi triennali, tagliato i costi, razionalizzato l'attività e raggiunto risultati sportivi di notevole spessore, come la conquista della coppa Italia di Eccellenza, nell'indimenticabile finale al Flaminio di Roma contro il S.Paolo di Bari, e la promozione in serie D. Siamo riusciti ad aggregare imprenditori, artigiani, avvocati, commercialisti, negozianti, albergatori, tanto che il nostro consiglio direttivo era composto da 53 persone. Ciascuno ha sempre dato il proprio apporto, dagli accompagnatori delle varie squadre a chi controllava l'ingresso del pubblico allo stadio o cura la manutenzione. Io non mi sono mai stancato di ringraziarli. Ho guidato una società… populista».
L'IVARS di Vestone, dove tra l'altro lavora capitan Cristian Quarenghi (un fedelissimo: è all'11° anno in biancazzurro), è il cuore dell'attività produttiva di Ebenestelli, che controlla 27 aziende sparse in tutti i continenti, tanto da poter esclamare: «Sulle mie seggiole & poltrone non tramonta mai il sole». Tra l'altro ha collocato i seggiolini in numerosi stadi: dal Dubai a Genova-Marassi, dal nuovo Olimpico di Torino al Foro Italico di Roma, teatro dei Mondiali di nuoto. Ora è in trattative con Aurelio De Laurentiis per il S. Paolo di Napoli. In cambio il presidente-produttore cinematografico cederebbe la gestione dei cartelloni pubblicitari.
Dopo la promozione in serie D, conquistata sul campo nel 2004, un altro salto, stavolta a tavolino, con un cammino regolare, arricchito dalle finali nazionali di primavera. Ora Ebenestelli ha ceduto il comando a Giuseppe Pasini, valsabbino pure lui, ritagliando per sé il ruolo di presidente onorario. Un invito rivolto all'amico di proseguire sulla strada fin qui percorsa.

Sergio Zanca