SERIE C

Feralpisalò, un solo punto da aggiungere al mosaico

Nella tana della penultima forza del girone i gardesani non riescono ad affondare il colpo Si scuotono nella ripresa, dopo un primo tempo sottotono, ma non è sufficiente
Una delle poche occasioni da rete create e non capitalizzate dalla Feralpisalò nella trasferta del «Benelli» di Ravenna
Una delle poche occasioni da rete create e non capitalizzate dalla Feralpisalò nella trasferta del «Benelli» di Ravenna

 La Feralpisalò va in bianco contro la penultima della classe. Un Ravenna che, in casa, disputa la ripresa rintanato nella propria area, per strappare un prezioso punticino. I gardesani giocano i 45’ iniziali sotto tono, lenti e appannati. Escono però alla distanza, grazie anche ai cambi effettuati, ma non trovano né il varco né il guizzo decisivo, tanto che il portiere Tomei viene chiamato all’ordinaria amministrazione. Al tirar delle somme abbiamo assistito a una brutta gara, condizionata più dalle paure che dalla voglia di osare. Brillante contro le grandi, la Feralpisalò di fronte alle piccole commette invece peccati di presunzione. Avrebbe potuto conquistare la vittoria se avesse spinto maggiormente, prendendo in mano l’iniziativa fin dall’avvio, e fosse stata capace di accelerare fin dall’avvio, tenendo in apprensione gli avversari. Purtroppo è rimasta a lungo a guardare, convinta che prima o poi sarebbe riuscita a sbloccare il punteggio. Quando ha cambiato atteggiamento, manovrando con vivacità, s’è ritrovata davanti a un muro compatto, seppure con qualche crepa, difficile da scalfire. Visto il gran numero di partite ravvicinate, il tecnico verdeblù Massimo Pavanel apporta qualche ritocco. In cabina di regia Guidetti prende il posto di Carraro: ai suoi fianchi Hergheligiu (a destra) e Morosini (a sinistra). In attacco il tridente è formato da Ceccarelli, Miracoli e Guerra. Nel ruolo di terzino sinistro Iotti rileva lo squalificato Brogni. Il Ravenna, che in casa ha ottenuto 4 vittorie e 4 pareggi (4 pure le sconfitte), è costretto a rinunciare all’attaccante Mokulu, autore di 11 gol (vice capocannoniere del girone dietro al cesenate Bortolussi con 12), al regista Papa, a Vanacore, agli squalificati Codromaz (ex) e Franchini. Il tecnico Leonardo Colucci utilizza il 3-5-2. Le punte sono il 34enne Daniele Ferretti, ex Mezzocorona, Bassano e Trapani, e il 24enne Sereni, uscito dalle giovanili del Sassuolo. Cesaretti, altro ex, parte da riserva. Poco da segnalare nei 45’ iniziali. Il campanello d’allarme per la Feralpisalò suona un paio di volte. Al 9’ Rocchi calcia da distanza ravvicinata, e De Lucia assorbe a terra. Al 23’ Sereni entra in area da destra, si accentra e lascia partire un mancino che impegna il portiere in tuffo. Il ritmo è lento. Il Ravenna mantiene l’iniziativa, sviluppando una ragnatela di passaggi. Inoltre recupera parecchi palloni vaganti. Gli ospiti stanno attenti a non concedere spazi o a farsi prendere d’infilata. Danno l’impressione di non voler sciupare le energie, anche perché hanno goduto di un giorno di riposo in meno, essendo scesi in campo giovedì col Modena (gli avversari, invece, mercoledì a Verona). Nella ripresa restano negli spogliatoi Ceccarelli e Morosini, al loro posto Petrucci e Scarsella. Gli effetti si vedono subito. La Feralpisalò diventa più vivace e intraprendente. Prende in mano il pallino, e scandisce il passo. Gli attaccanti fanno movimento, e cercano di creare spazi in un’area intasata. D’Orazio e Carraro rilevano Hergheligiu e Guidetti. La manovra si sveltisce, grazie ad alcune aperture in diagonale, che tagliano il campo. Di occasioni nitide, però, non se ne vedono. Solo dei tentativi piuttosto velleitari. Petrucci sterza da una parte all’altra, Scarsella spinge da lontano, Guerra s’allarga, Miracoli fa da sponda. Alle loro spalle, Carraro effettua lanci calibrati. Ma non c’è trippa per gatti che hanno dormito troppo a lungo, e si sono risvegliati tardi. Il Ravenna, con qualche gherminella (giocatori spesso a terra, doloranti), conduce in porto un pari gradito. La Feralpisalò si rammarica per l’occasione sprecata.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca